Con in fronte l’oceano

…eppure ora sono di roccia

amore già di lava fumante

nella pietra fredda le gambe riunite

i bacini quasi incollati adesso

-amplesso venato di  calcare vibrante

gemiti che sono onde sonore oceaniche-

ancora solo una/ l’ultima e più forte…

poi il tutto si sarà saldato

lisciato a modellato con schiocchi di spume:

scoglio

degli amanti diranno

con in fronte l’oceano

scoprendoli

lambiti dalla risacca  imbevuti

seduti l’uno negli occhi dell’altra

un tempo amanti

spettinati dalla brezza dipinti dal tramonto

che la luce si perde all’ovest

che le mani s’intrecciano in grembo

che le bocche s’incontrano

calanti per un bacio delirante

alla conchiglia tra corde di sale

viola il cielo a fare da sfondo

…che pur viventi si nasca dalla pietra

avrà un senso ora tornarci

quello dell’acqua che scinde molecole

animando l’inpensabile amarsi

torniture granitiche

eternarsi impossibile

10 Agosto 2015  woodenship

18 pensieri su “Con in fronte l’oceano”

  1. Suggestione, e immensa creatività in questi magnifici versi, letti tutti d’un fiato….
    Sempre imarrivabile la tua spiccata vena poetica, silviatico
    Un abbraccio,silvia

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  2. Mio caro silviatico una lettura trascinante fino a quella chiusa ”eternarsi impossibile” che trovo meravigliosa. I tuoi versi sono sempre originali, incisivi, e colpiscono come una sferzata di vento impetuoso. Quel veliero in balia delle onde ben accompagna la tua scrittura. Ti accompagni la dolcezza di un giorno ancora sereno, pieno di sole. Isabella

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    1. Adesso mi ritrovo ad arrossire, meno male che non puoi vedermi. Però sono dannatamente lusingato dalle tue parole e dalla tua lettura così sentita e profonda….Grazie infinite ed un inchino. Non posso che ricambiare con una carezza dalle nuvole di raso orlate dal tramonto più dolce di questi giorni…..

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      1. Una canzone di Gaber diceva ”non arrossire, mentre ti guardo…Anche se non ti posso vedere ti dico anch’io la stessa cosa mio caro. La tua poesia meritava un bel commento e quello che mi è venuto in mente leggendoti, è quello che ho scritto.Ti lascio un sorriso e una carezza. Isabella

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      2. Che bello sentirsi definire”fanciulla”… sai una cosa? Stasera chiudo gli occhi e m’ illudo di esserlo ancora…”fanciulla ”intendo..ma tu, lo so, avevi capito. Dolce sera mio caro poeta. Isabella

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      3. Hai ragione mio caro. La mia è stata una risposta un pò affrettata. E ti dico la verità , hai centrato in pieno quello che sento di avere ancora : entusiasmo, curiosità e ti confido una cosa , ma non dirlo in giro mi raccomando. In montagna ,se trovo il luogo adatto,faccio le capriole…Non a testa in giù per carità, ma rotolando su di un fianco. E’ troppo bello. Smack !!! Isabella

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