Movida esistenziale

…a catinelle come da doccia

si eccede anche in vodka in certe occasioni

che il moto ondoso poi impazza d’intorno

lasciando stecchi la testa sul tavolo reclinata

in faccia smorti

che ci si dispiaccia pure che ci si beva il mondo

d’un fiato

a quattordici anni si è” nè carne nè pesce”

mentre sul capo si intrecciano ricami

richiami dagli amici trepidanti

apparecchio all’orecchio con quel fare maturo

Figli sono per caso con nessuno che contesti

nemmeno genitori per finta dalla ruga rimossa

bugia

concettualità di poco più che bimbi

imitazioni tra rissa e vomito

andirivieni scomposto il finale

culla in barella

vittimizzando col beccheggio tra lenzuola di carta

… che ci si compiaccia che non ci si abbia tempo

tanto che il mondo ci si beve di un sorso

genitori compresi dall’ambulanza

deambulare

di movida gocciante di nasi

il vociare sguaiato da un sorso all’altro

nell’antro del bar si sfiniscono le ore

senza che nulla ci dia un taglio

 come se nulla fosse avvenuto

al gioco di bimba

notte dai  capelli biondo fluenti

procede sregolata nel succedersi dei salti

 chè alla vita non ci si nega

come non ci si annega nell’ultimo calice

pur se infanti e non si respira

ch’è fonda la notte 

ma all’alba s’annusa rugiada

di già adulti

 

14 Febbraio 2016 da woodenship

47 pensieri su “Movida esistenziale”

  1. Bellissima descrizione di questi adolescenti che giocano a fare gli adulti… mentre quelli che dovrebbero essere adulti abdicano al loro ruolo. Quell’immagine dell’ambulanza che richiami è attualissima… un mio amico è volontario in Croce Azzurra, e mi racconta che di ragazzini (e specialmente ragazzine!) pieni come uova dopo serate in discoteca ne portano all’ospedale ogni sabato. Per carità, eccessi e ubriacature ci sono sempre stati… ma per farsi male così ce ne vuole… ma se i genitori iniziassero a dargli meno soldi, ai loro pargoletti?

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    1. L’hai detto tu, mio caro gio: gli eccessi ci sono stati da sempre. Quel che mi impressiona è la generazionalità e l’esigenza di rompere, di eccedere le regole. Ci rifletto: sembra quasi che sia la natura a richiedere l’eccesso. Ma che senso ha l’eccedere mettendo in gioco la propria vita? Forse quando si è giovani si è come dei ciechi che saggiano lo spazio d’intorno, per comprendere fin dove sia lecito arrivare, senza cadere nell’abisso. Peccato che, alle volte, non ci sia il modo di non caderci……..
      Grazie infinite ed un caro saluto…

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  2. l’autoregolazione e il rispetto per se stessi, per la propria vita, quanto per quella altrui, in parte la si può stimolare negli adolescenti, e non con la predica sul cosa potrebbe far male, io credo, ma soprattutto con la visione di un’alternativa ‘eccitante’ rispetto a certe azioni di sballo estreme pericolose. Poi il lavoro sull’autostima: quello diventa fondamentale e spesso è un sistema troppo rigido di ‘giudizio’, a mio avviso, a sfavorire l’autostima, a rendere ‘complessati’ i ragazzi. Sto ovviamente parlando di casi d’adolescenze non particolarmente difficili dal punto di vista dei disagi sociali, cioè di adolescenti che hanno comunque una famiglia equilibrata alle spalle nel senso che può permettergli una certa serenità nel vivere quotidiano rispetto alle necessità e alla cultura. Tuttavia penso che la tensione a superare certi confini a proprio pericolo sia non sempre legata a dei disagi interiori, dei bisogni di sfogo, delle competizioni tra compagni, ma sia anche propria dell’umano, sia una fascinazione a cui noi stessi non ci siamo sottratti da adolescenti. Ovviamente ognuno nei proprio limiti. Qui il nodo si fa interessante, ma difficile da sciogliere. Non so se sia proprio coerente ciò che sto dicendo col tuo testo, ma diciamo che mi sono un po’ accodata anche ai vostri commenti, m’han portato queste riflessioni.
    Un caro saluto e una bella e serena serata 🙂

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    1. Certo che sono considerazioni attinenti al discorso, mia cara Dora. Anzi,il discorso è tanto vasto da non potersi liquidare con poche parole.Come anche tu convieni. Io, con i miei versi, ho soltanto cercato di cogliere e trasmettere delle emozioni, senza permettermi minimamente di giudicare. Del resto è impossibile attribuire tutte le colpe agli uni o agli altri: pensa che,qualche anno fa, in un film francese di F. Ozon, si citava una poesia di Rimbaud,nella quale si parlava proprio della gioventù e delle sue problematiche di autostima e di primi approcci alla vita anche sentimentali……….
      Grazie infinite per il prezioso intervento e condivisione con un abbraccio di luna novella affinchè ti culli serena con sogni d’incanti……

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  3. Ragazzi che sprecano la vita tra alcool e vista smodata, pensando che sia la maniera giusta di rompere la monotonia o di essere considerati “super”.
    Ottimo Wood, sempre con la tua delicatezza hai toccato un tema scottante e molto importante, un nodo duro da sciogliere quando sono spesso i genitori a trascurare questi aspetti dei loro figli. Non sempre ovvio, ce ne sono che cercano di far capire loro che sbagliano, ma niente da fare, altrimenti si è fuori dal giro, si viene considerati nullità e quindi meglio correre il rischio di essere trasportati d’urgenza all’ospedale da un’ambulanza che corre per salvarti la vita…
    Un abbraccio carissimo Wood. Ti sia dolce la notte. Pat

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    1. Grazie infinite per la condivisione e per l’apprezzamento, mia dolce Pat. Sì: il problema è generazionale. E la società, come i genitori, rinuncia a prendersi carico delle problematiche giovanili, lasciando che la piaga s’allarghi. Ma del resto danno meno fastidio i giovani che si ubriacano e s’ammazzano, piuttosto che quelli che rivendicano e protestano. Quindi è meglio che studino, che lavorino a testa bassa. Se poi si ubriacano e s’ammazzano al fine settimana, pazienza… Grazie infinite ed un bacio di luna novella per una notte felice………

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    1. Sentimenti che posso dire di avere tranquillamente condiviso anch’io a mio tempo.Come già detto altre volte:sono questioni generazionali ed è ognuno nel proprio tempo con le possibilità che gli vengono più consone a doverle risolvere; o, quantomeno, provare a conviverci……
      Grazie infinite e un bacio di raso

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  4. Un tema importante dei nostri giorni, che spesso si sottovaluta, lasciando drammatiche tracce nella vita a venire di giovani dalle mosse superficiali….
    Un forte abbraccio woody,silvia

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  5. E’ come se tanti giovani rifiutassero di capire che la vita è una sola e non ne abbiamo altre di scorta.Non ho mai capito lo ”sballo”, forse perchè non ho mai avuto modo di fare esperienze simili. Certo è che troppi giovani hanno bisogno d’aiuto e rimangono inascoltati. Trovo che questa sia una cosa terribile . Non rendersi conto di una richiesta, anche non verbale, vuol dire non recepire un bisogno urgente. E ciò è altamente drammatico. Vuol dire che non si è capaci, genitori e scuola, di aprire un dialogo con i propri ragazzi. Auguriamoci che dopo tanti figli persi, si possa ragionare di più su di un problema così serio. Mio caro che una dolce notte scenda per farti compagnia e ti regali un sonno beato. Un abbraccio con sorriso. Isabella

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    1. Grazie infinite mia deliziosa Isabella, anche per il commento tanto sentito e per le considerazioni più che mai condivisibili………
      Abbraccio di petali vellutati, con l’augurio affinchè questa serata possa coccolarti serena e con affetto…..

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  6. hai descritto questa cosa col tuo solito garbo… eh son argomenti tanto vasti che non so racchiudere in un commento… a volte è noia? situazione familiare? voglia di far parte di un branco? voglia di non farsi bullare? boh… io sono stata fortunata perche da ragazza ho trovato sempre belle compagnie e ci divertivamo responsabilmente… eppure andavamo a ballare, partivamo anche nel cuore della notte, tornavamo tardi… oggi pero sono sempre piu annoiati… a volte sembra che non trovino nulla per cui valga la pena stare… la vita è importante e dovrebbero capirlo… boh

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    1. Ognuno è figlio del proprio tempo: ai miei tempi si brontolava molto e si spaccavano tante vetrine, poi qualcuno,trovando più divertente gambizzare, si diede a gambizzare…Insomma: ogni generazione ci ha i suoi passatempi. Forse siamo noi che,come con il clima, non siamo mai contenti… Per il resto: se non ci si arrischia quando si è giovani, con null’altro che la pelle da perdere, quando lo si deve fare? Alla scoperta del mondo ci si va quando si è ragazzi, non quando si è vecchi e bavosi oltre che tremanti. Ed il mondo sa essere decisamente malvagio con i giovani oltre che con gli adulti…….

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      1. si è vero… ad ognuno il suo tempo e le sue abitudini, usi e costumi…
        io non giudico chi finisce in brutti giri o chi per divertirsi beve o prende pasticche… non so se è dovuto a debolezza o a situazioni familiari, o a noia… fatto sta che sono troppi…

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      2. … e il troppo storpia, vero?… Chissà cosa si muove nella psiche delle persone. Cosa spinge a ricorrere a certi espedienti… Di certo c’è che è un desiderio innato. Persino in tante popolazioni hanno da sempre usato di questi mezzi anche per interpretare il futuro. Ma come tu ben dici: non sapendo cosa muove l’animo, si può solo notare che sono in troppi e senza altro scopo che la divagazione dell’attimo…….

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      3. Il troppo storpia sempre… Anche nel bene e nel bello….
        Ma puo darsi che ci si nasca con un’indole, si… Ma secondo me a volte ci si arriva x vicissitudini, o x debolezza e x far parte di un branco. I ragazzi sann9 essere crudeli a volte.. ..
        E si sempre troppe tragedie succedono…

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      4. Che si sia crudeli pure da bimbi, su questo non ci piove su: dici una profonda verità. La crudeltà è innata nell’uomo, fa parte del suo bagaglio di sopravvivenza. Come probabilmente ne fa pure parte questo essere avventati: arrischiarsi alle volte salva la vita, purificando la mente da accumuli eccessivi di tossine da frustrazione e disillusione… Ecco, forse si ricerca una purificazione nel rito della droga.Purificazione per tutto il non desiderato che ci si ritrova ad accogliere dall’esistenza…….

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      5. eh ma anche ricerca di sensazioni nuove e forti per la noia di avere tutto facile facile e troppo presto…. prima le conquiste erano conquiste e le cose si avevano e si facevano all’età giusta!

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      6. Quale, di grazia, sarebbe l’età giusta, mia dolce babbuccia? Ci sono adulti che sono più rimbesuiti dei giovani virgulti, compreso il sottoscritto che, fosse possibile, vorrebbe tutto il mondo e subito, come si sgolava il vecchio Jimmy, prima di lasciarci le penne… Insomma: lasciati anche tu conquistare da un bel bacio di petali profumati e dall’augurio, con un sorriso, per una notte che possa coccolarti serena e felice….

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      7. Ho appena messo in piedi un business con la famosa Carolina, la mucca, per rifornirti di flebo di latte e pasticche di caffè: così ti costringerò a rubare se vorrai farti ancora di caffelatte: sono diventato monopolista del settore caseario e caffetalero…

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      8. Non sia mai detto: la società è più viva che mai. Sto solo aspettando che tu rompa il porcellino(salvadanaio)per iniziare a finanziare l’acquisto di stalle, allevamenti e quant’altro, in tutta l’Europa. Vedrai che li faremo neri… anzi addirittura bianchi di latte…

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      9. Tutto il tempo che vuoi, dolcezza, ma sappi che qua i creditori scalpitano: non hanno intenzione di aspettare la rottura del porcellotto e nemmeno che cuocia la porchetta. Vogliono subito la salciccia e pure la pancetta…….

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      10. Niente di fritto, mi raccomando: sennò ci impuzziamo i vestiti…Ma sai che la grigliata m’intrippa sul serio?….Dai che brevettiamo una griglia per la quale i quarti di animale si riproducono automaticamente in salamelle, costine e fiorentine, senza bisogno di spargimenti di sangue…

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      11. …..possibile che nessun commento abbia toccato il tema dell’Idealismo?… un piccolo particolare che fa una grande differenza tra i giovani d’oggi e quelli di ieri….oggi i ragazzi si autodistruggono per noia, per mancanza di dialogo con i genitori, ma anche per provare l’ebbrezza di essere invulnerabili o per la mancanza di amizie “vere” che sostituiscano quelle virtuali dei social.
        Cosa muoveva invece la nostra irrequietezza quando eravamo ragazzi, se non un Idealismo che con il tempo si trasformò in Utopia, grandi battaglie e scontri feroci, l’odore del sangue che copriva la puzza dei lacrimogeni, i bastoni, i manganelli, le luci blu, le sirene, il pronto soccorso e il letto d’ospedale, eh si, due mondi giovanili che non possono essere messi a confronto, nel primo, gli “attori” sono persone viziate e coccolate che cercano in ogni modo una scarica di adrenalina che li faccia sentire vivi, gli altri invece, erano ragazzi consapevoli delle loro azioni perché credevano in un ideale e per quello hanno “combattuto” mettendo a repentaglio la propria vita, perchè consapevoli che le idee non potevano e non possono essere imbavagliate, erano coraggiosi e lo dimostrarono nelle piazze.
        Le “gambizzazioni” di cui parli, altro non erano che gesti isolati di gruppi oramai allo sbando, senza più un progetto politico serio, infatti la frustazione di non essere capiti fino in fondo dalla classe operaia su cui facevano affidamento, creò una sorta di “tana libera tutti”, e da quel momento ebbe termine l’agognato sogno di vedere il potere in mano alla classe operaia, tutti ritennero di poter combattere da soli diventando cosi dei “cani sciolti” senza più controllo.
        Si, caro amico, c’è una bella differenza tra essere giovani oggi o esserlo stati tanti tanti anni fà.
        Scusami se il trasporto emotivo mi abbia portato fuori strada rispetto al tuo post, ma “sento” ancora molto quel periodo della mia vita.
        Ti sia lieto questo sabato sera, caro Silviatico..

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      12. Non sei per nulla fuori dalle righe,amico mio:anzi sei andato molto più a fondo di quanto mi sarei potuto aspettare. Ma tu sei una persona che ha vissuto proprio il tempo delle grandi speranze, delle grandi illusioni giovanili. Quindi puoi capire il motivo per cui preferisco sospendere il mio giudizio sulle nuove generazioni: sarebbe troppo impietoso e non realistico, anzi del tutto immeritato.Come tu ben dici:si dava anche molto fastidio allora, reclamando diritti e speranza per una vita diversa. Ci provarono in ogni modo a stroncare i movimenti, anche favorendo la diffusione delle droghe e il disintersse con il disimpegno e l’apatia conseguente.Dà meno fastidio un apatico dedito all’alcool o alle droghe, piuttosto che un ragazzo in piazza che, se non distrugge vetrine, potranno anche ignorare,ma sempre fino ad un certo punto. Per il resto sono riusciti pure a disarticolare la cosiddetta classe operaia, polverizzandola in una nebulosa di piccoli e piccolissimi lavoratori autonomi che hanno contribuito a mettere al mondo questi ragazzi…Quindi cosa ci resta del vecchio sogno?Io ti confesso che non ho mai immaginato una classe operai al potere,mi sarebbe bastato una classe dirigente più consapevole e più dedita alla cosa pubblica.Ma così non è stato e probabilmente non sarà.Quest’ultimo periodo della nostra vita si va sempre più caratterizzando come periodo di transizione.Non si capisce bene dove si andrà a parare.Ma credo che ci siano delle cose che non si possono arrestare.E se il cammino dell’uomo è quello della democrazia e della socialità, non potrà essere diverso…
        Nulla di cui doverti scusare mio caro Nico, anzi sono io che ti ringrazio per questa tua riflessione e ricordo così stimolante e vibrante………
        Un carissimo abbraccio e l’augurio per un fine settimana dei migliori….

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  7. la vita se è un dono che non regala niente a nessuno
    La rabbia, frustrzione, solitudine, mancanza di affetto…Non sono scusanti per buttarsi via
    Il problema di oggigiorno è che abbiamo tutto ma Dentro un bel niete
    Grazie, bellissima riflessione poetica

    Buon week end, caro Silviatico
    baci
    Mistral

    Ps: ” Vivere è fatica ma senza faticare non si vive”

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  8. A me viene da chiamarlo “sballo esistenziale” mi fanno arrabbiare questi modi di affrontare la vita che non di rado sono drammi per tutti viste le conseguenze di tali comportamenti.
    Tuttavia sospendo il giudizio e faccio anche un mea culpa stiamo diventando troppo freddi cinici e indifferenti al malessere dei nostri giovani. Discorso troppo complesso mio caro dici bene e la tua vena poetica che mi è tanto piaciuta ci inchioda comunque ad una attenta riflessione, bravo.
    Un abbraccio e Lieta notte

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    1. E’la vita che è un dramma, mia dolce Eli: forse da giovani non si ha abbastanza da riderci sopra, finendo per prenderla troppo sul serio. Comunque la riflessione è sempre aperta, anche perchè: finchè c’è vita c’è speranza, come si usa dire, per arrivare ad assumere la consapevolezza che la vita non va mai sciupata………Grazie infinite per l’apprezzamento e per l’abbraccio che ricambio di cuore e con un augurio per una notte che t’avvolga sincera e serena,coccolandoti con amore…….

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      1. Già mio caro Silvi, la vita è un dramma e ogni giorno ne sentiamo il rantolo…e noi adulti ci siamo forse “fatti le ossa.” Per questo a volte penso che i giovani siano fortunati solo per la giovane età, per il resto è scoramento totale e ora più che mai tocca ancora a noi, infondere loro speranza, speranza, speranza a costo di inventarcela!

        Grazie a te per la dolcezza che trasmetti e mi arriva come una carezza che ricambio..

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      2. Ah mia cara Eli, lascia cha anche le giovani tartarughine facciano il loro percorso per arrivare all’acqua. Qualcuna ci arriverà, come forse ce l’abbiamo fatta un tempo pure noi. Però la speranza quella si, forse possiamo almeno adombrarla, se non instillarla……..Grazie infinite con un bacio scintillante di stelle…….

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  9. un anno fa circa …ho postato un mio inedito

    https://claudiochiaramonte.files.wordpress.com/2015/03/rosa1.jpg?w=200&h=300

    LIQUIDI

    E’ sabato sera e domani non lavori
    parti, il divertimento già assapori
    alcuni amici ti faranno compagnia,
    insieme cancellerete la malinconia

    dovuta al lavoro di una settimana
    ed alla noia della vita quotidiana,
    destinazione una grande paninoteca
    successivamente tutti in discoteca

    sei giovane ed un poco inesperto
    non valuti tutti i rischi, è certo
    in quanto a liquidi non ti astieni
    dal bere alcolici non ti trattieni

    la serata poi è lunga e divertente,
    e la musica rock molto coinvolgente
    forse con il volume troppo a palla
    ed il cervello un poco ti si imballa

    ma ormai e mattina, occorre ritornare
    non sarebbe il caso, ma devi guidare
    ti senti invulnerabile, quasi un dio
    guidi ridi scherzi fino a quel pendio

    preso così, con un po’ troppa allegria
    curvi veloce, non ripensi alla sangria
    poi un grosso albero ti si para davanti
    lo vedi solo alla luce degli abbaglianti

    solo per un secondo e poi il buio arriva
    ti svegli per terra, ti senti alla deriva
    sdraiato sull’asfalto in una pozza strana
    e ti sembra di sentire una musica zigana

    tanti liquidi hai assunto, e quanto sapore
    ma ciò che ora senti ha uno strano tepore
    dolce, rosso vivo, nulla che hai bevuto
    e non realizzi questo a cosa sia dovuto,

    poi capisci: i liquidi non son tutti uguali
    certi rendono allegri ma alcuni son vitali
    e questa è una lezione importante da capire
    peccato che non serve nel momento di morire

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    1. Non si è più in grado di dare tempo al tempo… Ma forse quando si è giovani si avverte la necessità di tenerlo tutto per sè il tempo: non si sa mai che non ce ne sia dopo. E’paradossale che sia così, ma c’è qualcosa che fa sì che non ci si possa sottrarre a quello che a me piace definire spreco.
      Bella e forte, complimenti e grazie infinite per averla condivisa….
      Un caro saluto

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