Discendenze III (d’acqua in sangue e lacrime)

… scorrendo frenetica nelle vene

Acqua

intride, pervade, invade

dando impulso alla genesi

per discendenza infame: sangue

torbido di passionali diluvi

sfascia, esondando nell’animo

recondito da dietro ogni volto

capillare e fondante d’un soma

della struttura dell’architrave

genetica dalle linee sinuose

in anse fluviali rilasciando pensiero

divelto annegato in effluvi

di succo d’agave. Appreso ai rami

inebriante

ai tronchi

alle rocce appresso

tra gli umori nel bosco folto

rappresa traccia del desio dissolto

muschio vellutato residuo di contatto

vestigia

d’un essere dalle origini sconnesse

ardito, nel riproporsi cangiante

evolvendosi espressione di progresso

e sentimento liquido

umano: la lacrima

23/ 08/ 2010  woodenship

16 pensieri su “Discendenze III (d’acqua in sangue e lacrime)”

  1. sempre interessanti i tuoi componimenti, ma ho una curiosità proprio suggeritami da questo tuo ritrovare e riproporci scritti di anni fa. Mi spiego: sono certa, quasi, che l’avrai già raccontato, ma..: com’è che hai cominciato a scrivere poesia? senti che c’è stato un cambiamento in te negli anni rispetto a questa scrittura, diciamo, in versi?
    ovvio: se ti sembra interessante anche per te formulare una risposta.
    anche se la mia non è propriamente una domanda
    notte che generi buoni sogni per te!

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    1. Sinceramente non so dirti quando è cominciato il tutto. In una delle tante mie vite passate, scrivevo e poi bruciavo gli scritti. poi sono rimasto per un periodo in silenzio. Forse deve essere stata la curiosità, il desiderio di riuscire ad esprimere un travaglio interiore, a farmi riprendere in mano la penna. Un travaglio credo piuttosto comune, in cui la morte e il ragionamento intorno ad essa diventa preponderante. Ma, ancor più, la ricerca d’un linguaggio che mi permettesse di arrivare lì dove fisicamente non si può.
      Per il resto, posso dirti che, per mia natura, non considero mai un lavoro davvero finito: mi penso come un individuo in evoluzione, in crescita. Dunque anche i miei scritti lo sono. Ultimamente, poi, mi è capitato di rileggere queste prime poesie pubblicate su web. Le ho riscritte, seguendo il progetto iniziale, scoprendo quanto fosse cambiata la mia sensibilità linguistica e quanto questa sia maturata, cresciuta, sebbene ancora non possa affermare di essere arrivato dove mi sarebbe piaciuto. Però, in definitiva, anche non dovessi mai giungere al traguardo, comunque mi resterebbe la soddisfazione di essere riuscito a crescere e di non essermi rinchiuso in un universo dorato ma statico.
      Non so se sono riuscito ad esprimermi in modo esaustivo. però ti ringrazio infinitamente per l’interesse da te mostrato e per la discussione sempre alta e proficua che ce ne viene dal tuo interloquire…
      Un bacio di brezza soave e l’augurio per un fine settimana d’incanti…..

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      1. ti sei espresso in modo chiarissimo che trasmette una sentita consapevolezza della tua scrittura, come atto di scrivere, ma indistricabilmente: atto del vivere e interrogarsi sul vivere stesso.
        non aggiungo altro a questo mio commento, tantomeno al tuo. Solo ti ringrazio (tocca a me ringraziarti) proprio per esserti espresso
        Ti sia rigenerante il sonno e portatore di bei momenti questo fine settimana estivo
        alla prossima!

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    1. Il sangue è acqua, mia deliziosa viki.
      All’occorrenza se ne beve o se ne dona: senza, non ci è possibile sopravvivere. Ed alle volte il sangue scorre più dell’acqua…
      Grazie infinite con un bacio scintillante di stelle…….

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      1. Siamo fatti per più di due terzi di acqua. Quando ci sono attentati e guerre il sangue scorre più dell’acqua.Ci sono individui che sono assetati di sangue.C’è chi non riesce mai a saziarsi del sangue altrui: dove sta la differenza tra il sangue e l’acqua? Senza l’una o l’altro non si vive, tanto che l’una si fa l’altro per poterci scorrere nelle vene e svolgere quella funzione che, per il pianeta, come per il vivente è imprescindibile, Acqua e sangue intendo come elementi costitutivi dell’essere.E non come espressione di coraggio o di classe. In questo caso ti dò ragione: il sangue, come la classe, non è acqua…
        Ribacio a te che illumini di bellezza le oscure stanze tue natie……..

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    1. Il pianto è anche testimonianza di sensibilità raggiunta, di empatizzazione e di comprensione. Soprattutto è espressione di un grado di evoluzione che avvicina al senso estetico del bello, con tutto ciò che comporta in campo artistico e umano. le lacrime danno quel senso di catarsi tanto ricercato dalla tragedia greca ai nostri tempi….
      Grazie infinite più che mai con un bacio di stelle cadenti e l’augurio per un fine settimana d’incanti…..

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