Ci ripensi

 

Ci ripensi ch’è forse poca cosa

che non varrebbe nemmeno la pena

starci su un momento di più

giusto il lampo di una spia

rossa non già di pericolo, ti dici

bensì di vergogna per lo spreco:

tempo sottratto al sonno delizia

l’inezia d’un sogno

del noceto dalle piante brumose

folte le fronde fumose di frutti

ovali nequizie esiziali da percuotere

malli da spezzare brunite corazze

una volta frante liberanti blatte

non gheriglio, a frotte nere ed infestanti

incubo disperso ritornante broglio.

Frantumìo senza costrutto, ci ripensi

pullulescente da guscio marcio

ti convinci.

23 Luglio 2017  woodenship

 

 

 

 

 

 

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20 pensieri su “Ci ripensi”

  1. Ri-pensare ovvero l’atto di pensare di nuovo o di avere un ripensamento. La noce è una perfetta immagine. Devi rompere l’esterno, duro, resistente…devi usare una certa pressione, usare forza, ma devi dosarla altrimenti eccedi e frantumi tutto, guscio e frutto. Non è finita: il gheriglio cui ambisci devi liberarlo da altre impurità. Quando ci arrivi finalmente, hai superato le resistenze al cambiamento d’idea, scremato molti pensieri inutili e ottenuto un nuovo pensiero, con un retrogusto sempre un po’ amaro. Potevi pensarci prima, ma è sempre meglio che mai.
    Lo Schiaccianoci di Tchaikovsky ci starebbe bene.

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    1. Ehi compadre, ma quanto mi sei prezioso con questa tua lettura così letteralmente coinvolgente!
      La faccio decisamente mia e ti ringrazio di cuore per avermi donato delle immagini così concrete ed allo stesso tempo molto esaustive: il sogno come rielaborazione, come lavorazione del frutto del pensiero, al fine di averne, una volta sgrossato, un frutto che possa non dare a dito a rimorsi. In fondo i rimorsi non sono che ripensamenti, ovvero sentimenti sottoposti allo schiaccianoci della coscienza, oltre che di Tchaikovsky……..
      Muchas gracias compadre con un augurio per un’estate di magie letterarie e non solo…….

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      1. Contento che tu abbia gradito la mia interpretazione e volo per una volta non tra le nuvole, ma radente la terra. Quando ho letto i tuoi versi, ho sentito nella bocca quel gusto amarognolo che arriva alla fine, dopo avere mangiato una noce. L’estate sarà un momento per stare tutto il giorno con i due diavoletti: un po’ di mare, pocp riposo e – chissà – qualche storia da raccontare. Le mie antenne staranno su, drizzate 😉

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      2. Una felice e serena vacanza a te ed ai tuoi cari compadre: vacanza è soprattutto poter godere dell’affetto in tutta tranquillità… Anche se, detto in tutta confidenza: los dos diablitos ti lasceranno ben poco tranquillo, anche se di certo assai felice…
        Feliz vaciones compadre!!!!!

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  2. I ripensamenti sono di due specie, secondo me: quelli utili e quelli inutili 🙂
    Della prima parte fanno parte quei pensieri che a ripensarci ci ripenseresti davvero e sai che ti può fare solo bene 🙂 e della seconda fanno parte quelli che a ripensarci ti accorgi che non approdi a nulla, che è tardi; magari anche presto!!! Ma il senso di guscio vuoto persiste …
    Ciao caro Wood, bella poesia anche questa ^______^
    Un abbraccioneeeeeeeeeeee

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    1. Permettimi di incorniciare queste tue saggissime considerazioni, mia dolce Norma: le condivido alla grande! Ci sono ripensamenti che non sono tali, poichè preludono ad un far tesoro dell’esperienza. Mentre altri ripensamenti non sono che falsi movimenti, in cui ci si crogiola rivivendo un passato impossibile da essere ripensato…
      Un bacio più che mai e grazie di cuore…

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  3. Ripensarci…sa il mio caro messere che è sempre di notte che avvengono i miei ripensamenti ? Ma che fatica cercar di rompere quella noce, dura, coriacea. E allora poi mi dico : ”ormai è fatta, quindi…” Non sarà meglio forse tornare a dormire ? Bello il commento di redbavon. Avete amici bravi e simpatici mio caro messere. Vi lascio con una dolce carezza a sfiorarvi le gote, madonna Isabella.

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    1. La vs saggezza è fantastica, mia dolce monna Isabella: purtroppo le noci dei ripensamenti sono molto dure da rompere e, quando il guscio cede, liberano sempre un brulicare di incubi difficili da superare. Ma noi siamo qua per andare oltre, vero, mia preziosa madonna…
      Grazie di cuore anche per l’apprezzamento per il carissimo Redbavon, oste inimitabile e servitore di storie insuperabili, servite con grande ironia e perizia, oltre che mirabile empatia…
      Un bacio a voi, affidato all’ala d’un gabbiano, affinchè possa depositarlo sulla vs fronte delicata……

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      1. Mio caro messere, è proprio come voi dite. Il guscio cede e ahimè ecco incubi che non lasciano tregua. Ma noi non facciamo in modo di divenirne schiavi, anzi ci piace esser forti e superarli. Anche a voi , dolce messere ,dal palmo della mano soffio il mio bacio. Che vi sia gradito come ringraziamento per le vostre belle parole. Vostra madonna Isabella

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