?

Cosa ci sta succedendo in questo disgraziato Paese? Non passa giorno che un uomo ammazzi la propria ex o compagna. Ogni momento si registrano stupri, anche da parte di ragazzini. Gli ultimi stupratori, quelli di Rimini, hanno provocato scalpore ed orrore, alimentando i più accesi moti di sdegno e rabbia, sentimenti condivisi anche dal sottoscritto. Ma, possibile che altrettanta rabbia non si sia scatenata quando un sindaco, per difendere un branco di ragazzini stupratori anch’essi di una loro amichetta, non abbia trovato di meglio che definirla ragazzata? Come si fa a giudicarla tale quando per giorni e mesi, si schiavizza e sottopone a supplizi una ragazzina? Al punto che, una volta messi in libertà gli autori del crimine, l’adolescente è costretta ad emigrare in un altro paese, costretta ad essere essa stessa migrante oltre che vittima?

E che dire di questi due carabinieri che, dovessero essere provate le loro responsabilità penali, manifesterebbero un senso di impunità davvero preoccupante? Forse un senso di impunità che si è propagato ad un punto tale da diventare espressione ed ossessione che accomuna cittadini di tutte le età e dei più diversi strati sociali, trovando pure volenterosi carnefici in persone migranti dalla cultura già così maschilista, da non necessitare di ulteriori incitamenti. Forse che sia in atto una sorta di guerra strisciante contro le donne? Una guerra paradossale: quando sono italiani a stuprare, sfregiare, ammazzare e schiavizzare, tutto si può derubricare a “ragazzata”; mentre se sono extracomunitari, allora tutto si fa davvero grave, onta da lavare con il sangue. Il tutto perfettamente strumentalizzabile in chiave politico-populistico. Possibile che non ci si renda conto di quel filo non molto sottile che corre tra tutti gli uomini di ogni etnia o paese e che ci rende tutti complici ed omertosi di questi crimini? Quando accadono fatti così drammatici, non sarebbe meglio guardarsi dentro, piuttosto che scaricare su altri la paura di non essere poi così dissimili?

Questo mi chiedo, assistendo allibito agli eventi di questi giorni: non solo scabrosi e violenti, ma anche contornati da un chiacchiericcio feroce, più simile ad un conato di vomito che ad una discussione che metta in gioco il nostro essere uomini e perciò parte in causa…

Perdonate lo sfogo

ed un caro saluto

silviatico

52 pensieri su “?”

  1. Se l’italiano fa qualcosa di male non si dice nulla, se lo fa il temibile straniero allora arriva il nazionalismo e tutto il resto.
    La vera violenza è questa… povero Paese! I più ragionano così…

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    1. Come si usa dire: ogni scarrafone è bello a mamma sua. “Povero” davvero: ci si cente invasi, quando invece ci è invasati, indemoniati per la valanga di falsa informazione che ci piove addosso, facendoci ritenere all’apice dell’universo…

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      1. Le eccezioni ci sono per fortuna, non tutto è perduto. Buon weekend!

        La Giustizia è cieca ma quando pende dalla parte del più forte è perché fa comodo e serve a creare il capro espiatorio… oggi è lo straniero, immigrato o non… pure il turista manca poco.

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      2. Così è mio caro amico: la miseria affiora sempre più, ma per fortuna c’è anche molto più che qualche eccezione. Solo che si sente poco perchè non urla e strepita come la feccia che si scatena ogni volta…

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      3. Io urlo molto, nel reale ed ho una voce molto forte. Faccio attivismo. Le voci degli idioti si sentono di più ma è sempre stato così. Non ci si abbatte, conta questo! Ciao!

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  2. Ci sono tanti fattori in causa, io penso, certo una discriminazione nei confronti dei migranti , considerati già depauperatori del nostro territorio, del lavoro, dell’economia e anche causa di criminalità . C’è poi la loro cultura di provenienza non certo rispettosa della figura femminile. Arrivando in occidente dove c’è la grande libertà dei costumi,la povertà, l’emarginazione accentua di più gli atti di violenza fisica e sessuale. Ma anche i nostri giovani crescono con l’immagini di sessualità estrema , sganciata dal rispetto e dall’amore. Anche la “ragazzata “indica che il valore dell’atto è svilito e non solo perché sono italiani .

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    1. Infatti, ciò che mi preme segnalare, è proprio quel filo che ci accomuna: immigrati ed europei, tutti contro la figura femminile. Con la sola differenza che, se sono migranti la cosa diventa orrenda e da lavare con il sangue; se sono italiani, ce la si cava con”ragazzate”. Però io non vorrei liquidarla con le differenze culturali tra noi e “loro”, perchè una cosa in comune ce l’abbiamo, soprattutto noi maschietti: il senso del possesso e la violenza agita contro l’altra parte di noi. Solo che, nel caso di Rimini, non scatta l’omertà. Forse perchè non vogliamo raffigurarci come “loro”,così intenti a vederci più civili. Ma il fatto è che c’è poca differenza tra l’avvocato che assolda dei sicari per sfigurare la propria ex compagna, perchè l’ha lasciato, e il congolese profugo, che si sente in dovere di massacrare e stuprare una povera ragazza, perchè femmina e quindi “cosa sua” perchè “maschio”. Come dicevo: sembra che c’entri poco la cultura o la provenienza, è un problema di noi maschi…
      Grazie infinite per gli spunti di discussione e un caro saluto

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  3. È un problema di valori, cioè la sessualità non è più un livello sacro, non intendendo con questo termine ” religioso” ma intendendo come intimo della persona , cioè ora è come portare la gonna lunga anziché corta, non è più il livello di una relazione profonda tra uomo e donna.

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    1. Il “sacro” nella sessualità si è perso da un pezzo. Quel che rimane è l’istinto del possesso: i media, la società consumistica, non fanno altro che ribadire dei modelli in cui la donna finisce per essere un bene di consumo, quindi da possedere o disporne come meglio si crede, così stimolando impulsi atavici. Ed è qui che com-prendo il tuo”livello di una relazione profonda tra uomo e donna”, per dire che abbiamo ancora molto da lavorare, uomini e donne, per riuscire ad instaurare rapporti paritari e non di sopraffazione……

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  4. Ho pensato di scriverne, di parlarne in qualche modo, ma non so che dire… da ragazza penso che quando esco di casa a volte temo certi sguardi, è suggestione lo so, ma più si va avanti più la situazione degenera… non so se sia più la rabbia o la vergogna per come vengono affrontati questi problemi…

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    1. Sai una cosa? Non credo che voi ragazze siate più in pericolo adesso che in altri tempi. Semplicemente adesso si ha il coraggio di denunciare. Sono solo certi partiti politici ed i mezzi d’informazione che ci si buttano a pesce, per ricavarci guadagno: i media per aumentare le vendite, i partiti per invocare leggi più restrittive, ma non risolutive, perchè a questi non interessa risolvere. Interessa soltanto volgere il discorso a loro vantaggio. Dunque non si deve rispondere con la paura e con il confinarsi tra quattro mura. Bisogna reagire seguitando a denunciare e pretendendo il rispetto ed il diritto di essere quel che ci si sente di essere. E’vitale che sia così. Prima gli stupri e le violenze si consumavano nel più perfetto silenzio, ma non per questo non si verificavano, anzi erano molto più brutali di quelle che si verificano oggi. Non dimenticare che, fino a qualche decennio fa, in Italia esisteva ancora il delitto d’onore, grazie al quale il marito era in diritto di uccidere la moglie se solo ne sopettava il tradimento…
      Grazie di cuore per il contributo molto apprezzabile ed un caro saluto

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      1. Mamma mia, non sapevo la cosa del contributo d’onore…. sono d’accordo con te, ogni fatto va denunciato, e soprattutto punito a dovere… è il solo primo passo che bisogna avere il coraggio di fare, anche se non sempre è facile…
        Grazie a te per questa occasione per riflettere :)) un saluto!

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      2. Molti tendono a rimuovere proprio questo aspetto della società italiana, ovvero la visione maschilistica e patriarcale che ancora oggi sopravvive, nonostante l’abolizione del delitto d’onore. Tanto è vero che i femminicidi si verificano sempre in numero molto elevato. A mio parere la si rimuove, perchè ci si crede evoluti e, soprattutto, si vuole marcare la differenza tra un europeo o un africano, piuttosto che un asiatico…
        Anche a te un caro saluto e grazie più che mai…

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      3. Sì, non è mai piacevole farsi l’esame di coscienza, scoprendo che non si è poi così diversi sotto la pelle e nel cervello: ci albergano pulsioni non poi così edificanti, vero?…

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  5. A mio parere succede che l’etica laica in continuo cambiamento, sta producendo i suoi effetti. Tutto è lecito anche ciò che non è naturale e se sommiamo questo problema al fatto che in determinati paesi la donna è considerata inferiore, abbiamo come risultato stupri, delitti ecc. ecc. Sdegno condiviso.

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    1. Ah mia cara amica, permettimi di dissentire: non sono mai le etiche o le rivoluzioni a fare i morti, bensì gli uomini con il loro agire che, in genere, finisce per essere dimostrazione di arretratezza culturale e visceralità di pensiero. Così, non credo che sia il pensiero laico a produrre il consumismo, casomai una visione prettamente mercantilistica collusa al consumismo. Visione che pare imperante ai giorni nostri e che finisce per dissolvere sia l’etica laica che quella religiosa, favorendo la nascita di un qualcosa informe che trova espressione nel suo”dio mercato”. Che poi, in quei paesi da cui provengono molti migranti, la donna sia all’ultimo gradino, questo è un fatto assodato. Solo che, anche nei nostri paesi cosiddetti civilizzati, spesso, troppo spesso, riaffiorano rigurgiti di maschilismo che mostrano come anche da noi sia sempre cogente il problema dei rapporti tra i generi e quindi della violenza che in essi si sprigiona…

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      1. Infatti non parlavo di consumismo ma di morale e di norme (etica). Stupri e delitti in aumento sono -a mio parere- di due tipi: maschilismo per chi ritiene inferiore la donna (altre civiltà) e rabbiosa paura per chi si sente inferiore, i nostri “civili” uomini. Quanto alla etica religiosa, sappiamo che è stabile e ferma al passato al contrario della laica. buona serata a te, grazie per l’attenzione.

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      2. Anche sul fatto che siano in aumento gli stupri e le violenze, mi pare che sia una percezione indotta ed errata: aumentano le denunce, le donne non sono più disposte a subire tacendo. Anche se, delle indagini conoscitive, stabiliscono che sono ancora molti di più gli stupri e le violenze non dichiarate. Dunque c’è ancora molto lavoro da fare in questo campo, per portare alla luce l’iceberg di cui ne emerge soltanto una punta, ovvero le già tante denunce effettuate da donne che non intendono subire in silenzio. Come dicevo: una volta era perfettamente inutile che si denunciasse. Quindi le donne subivano in silenzio. E questo determinava l’impossibilità di arrivare a comprenderne l’entità. In ogni caso, sempre queste indagini, stabiliscono che, il principale luogo in cui si consumano in modo esponenziale episodi di violenza contro le donne, è proprio nell’ambito familiare. Come dire che ci si deve guardare principalmente dai parenti, conoscenti ed amici,, piuttosto che temere di andarsene in giro la sera da sole…
        Grazie di cuore anche a te per la discussione come sempre molto feconda.
        A te una delle serata ricca d’incanti…

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  6. Ho letto il tuo post e non è uno sfogo. Gli sfoghi sono altri e si trovano da altre parti e su altri medium. Facebook è il vomitatoio per eccellenza e con assoluta impunità e indecenza, senza alcun senso del pudore, è possibile assistere a questa degenerazione di quelli che i Romani chiamavano “mores”. Non intendo demonizzare FB, ma è oggettivamente uno specchio di una realtà alterata, deviata, sofisticata nel senso che i NAS la sequestrerebbero all’istante! Perché ‘sto preambolo di crociato contro FB (in cui ho un account, sia chiaro): perche quella violenza che sembra solo verbale è l’humus perfetto per la violenza reale e non intendo solo quella fisica. Vedi il caso citato della ragazzina stuprata vittima di una “rag…” – non riesco nemmeno a pensarlo – da quell’indefinibile, incommentabile essere appartenente al mio stesso genus e stessa gens. E sottolineo questa appartenenza per ribadire – insieme a te – il fatto che la violenza non ha colore, non ha religione, non ha etnia. Questi sono i “sani valori occidentali” e il rispetto della donna che altri sono accusati di non avere. Fino a quando non capiremo che la violenza è l’unico nemico?
    Se il tuo era uno sfogo, perdona il mio, compadre.

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    1. Fb sarebbe una delle maggiori conquiste dell’umanità: permette una comunicazione ed una condivisione quasi immediata tra individui posti anche agli estremi del mondo. Ma si sa che, non sono tanto gli strumenti ad essere negativi, bensì l’uso che se ne fa di essi. Così anche una piuma può rivelarsi letale, se la si adopera per provocare soffocamento. Per il resto sono come sempre felice che ci sia tra noi una simile sintonia: vuol dire che non siamo soli e che, con noi, molta altra gente è pronta a dire NO e a farlo valere questo NO alla violenza di genere che non ha colori o provenienza specifici, al di là di un’educazione che non sa farsi carico di insegnare al rispetto…

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  7. Non siamo per niente diversi dai romeni, africani, albanesi, arabi etc… non vantiamo nessun particolare primato di civiltà, etica, educazione…lo pretendiamo per distinguerci disperatamente, per convincerci che noi certe cose non le facciamo. Noi non imponiamo alla donna il burka anzi ci fa parecchio piacere quando fa mostra della sua avvenenza. Salvo poi picchiarla, vessarla, giudicarla, violentarla. Dov’è la differenza? Troppi muri in questa falsa civiltà.
    Ciao a tutti
    Gabriele

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    1. Ciao Gabriele e grazie infinite per aver voluto lasciare le tue riflessioni che trovo così condivisibili da sottoscrivere fino nelle virgole: hai pienamente ragione: troppi muri, soprattutto nelle teste. Ed il guaio è che li si vuole partorire, per ingolfarne sempre più il mondo…..

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  8. Da qualche anno è in atto un arretramento tremendo nei rapporti uomo-donna. Non solo stupri, ma episodi efferati come donne bruciate, donne sfigurate dall’acido… violenze che leggevamo e giudicavamo come frutto di società primitive si sono fatte largo tra di noi. La globalizzazione della violenza, sembrerebbe… Si risente quel “e però, un po’ se lo è cercato…” che negli anni del femminismo non aveva più cittadinanza, squalificava come subumano chiunque l’avesse pronunciata… ora secondo me aiuta anche il liquame della rete ed il fatto che la società cosiddetta civile ha idee politiche così deboli che l’idea debole di Vattimo diventerebbe fortissima. Insomma, stiamo ridiventando delle bestie, forse lo siamo sempre stati ma cercavamo di migliorare, adesso non ci prendiamo più nemmeno quella briga. Le donne facciano dei bei corsi di autodifesa perché , almeno nel breve, le cose non miglioreranno di sicuro… basta vedere gli insulti quotidiani che deve subire la presidente Boldrini da gente che non sarebbe nemmeno degna di allacciarle le scarpe…

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    1. Più che di arretramento o degrado, oserei parlare di confusione, troppa confusione nell’aria. E c’è chi pensa di poterla sfruttare per proprio tornaconto. Però io penso che bisogna dirlo: il mondo è sempre stato questo, anche molto peggio di così, se possibile. Quel che cambia è la decisione ed il coraggio di tante donne, sostenute anche da uomini responsabili, nel denunciare queste schifezze orribili, portandole alla luce ed all’obbligo dell’azione penale. Qualcuno s’è azzardato a dire che si tratta di peccato di gola, comprensibile per dei maschietti. Mentre le due ragazze sono delle poco di buono. Senza nemmeno riflettere se sarebbero felici di affidare, la propria sicurezza, a uomini in divisa del genere. Così propensi ai piaceri carnali estorti, piuttosto che al rispetto delle regole ed alla serietà che richiede la divisa. A ben vedere, è un crimine ben peggiore di quello perpetrato dai cinque stupratori bestiali di Rimini: dovrebbero essere i due militari a difenderci da quei criminali. In definitiva: tutti questi professionisti dell’odio violento via web, non si rendono nemmeno conto della contraddizione in cui cadono, come volpi nella tagliola: più essi esternano bestialità e più finiscono stritolati nella loro stessa animalità. E da parte di coloro che li dovrebbero difendere…
      Grazie di cuore
      ps: non mi è mai stata molto simpatica la Boldrini, ma vederla così attaccata in modo selvaggio e crudele, debbo dire che mi fa male sul serio…

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    1. C’è troppa strumentalizzazione per interessi di partito preso, mia cara Dora. Come venirne fuori è davvero un grosso problema. Se mi passi l’esempio, siamo come nell’Atene di Alcibiade, dove il populismo e l’avventurismo di Alcibiade finiscono per accecare la gente, portandola alla catastrofe. Qua, invece di rendersi conto dell’inarrestabilità di queste masse umane, oppure dell’esigenza di rielaborare nuovi rapporti di genere, più adeguati alla realtà presente, si fa di tutto per incarognire e rendere sterilmente aggressiva la discussione. Così ottenendo due risultati: i maschietti non si interrogano sulle proprie responsabilità ed allo stesso tempo dicono che sono gli”altri “ad essere i barbari. Un atteggiamento decisamente infantile o forse senile, insomma: espressione di una società per nulla matura…
      Un caldo abbraccio di sole settembrino e grazie di cuore…

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  9. Io ho una nipote che ha iniziato oggi il suo primo giorno di lavoro a Milano. Deve adattarsi agli orari del negozio, la chiusura è alle 22. Il pensiero che a quell’ora debba prendere la metropolitana mi fa tanta paura… Perché, davvero, alla fine non sei più di chi fidarti

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    1. Si, effettivamente eri finita negli spam, non so proprio il perchè. comunque ti ho recuperata e son felice di poterti avere qua…
      Cribbio, non sono proprio dei begli orari, però non sono proprio impossibili. Comunque non bisogna lasciarsi attanagliare dalla paura: sarebbe un grave errore. Il predatore sente la paura come un potente richiamo. E’sempre meglio fare in modo di sentirsi tranquilli e sicuri, non per questo azzardati.
      Per il resto: non c’è miglior persona fidata di se stessi e del proprio sentire…
      Un abbraccio ed un fiore

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  10. un post che fa riflettere, anche se per me è la nostra legge che deve essere più aspra. Sia straniero che Italiano sa che dopo pochi anni ritorna a gironzolare dove ha commesso l’omicidio o lo stupro, con somma rabbia dei genitori delle vittime. Io ho una figlia di 30 anni che vive sola, vivo nella paura . Bisogna innanzitutto insegnare il rispetto per se stessi e per gli altri, ma nell’arco della vita non ho visto cambiamenti anzi le cose sono peggiorate e non capisco questa rabbia stupida che ci accompagna…un caro saluto wood nella speranza…..

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    1. Le leggi ci sono, mia cara Marina: bisognerebbe avere la certezza della pena. Invece tutto sembra fatto affinchè la palude giudiziaria e burocratica finisca per ingoiare tutto: ragioni e torti, lasciando delinquenti impuniti e vittime doppiamente sfregiate. Laltro giorno ho sentito ancora di una trasmissione in cui venivano intervistati i genitori del diciassettenne che ha massacrato la sua fidanzatina. E’a partire da ciò che bisogna cambiare le cose: la visibilità viene scambiata per assoluzione. E il pubblico finisce per empatizzare con il carnefice, piuttosto che con la vittima. Il tutto per un malinteso diritto di cronaca che fa spettacolo pure dei torti e della morte. Come dicevo: le leggi ci sono, ma la burocrazia fa si che gli avvocati possano giocarci in modo da tirare lungo, pure arrivando alla prescrizione nel lungo periodo, quando non addirittura all’esiguità di pene per delitti orribili. Il nostro è un sistema che condanna allo stesso modo chi ha stuprato e chi non ha pagato un biglietto. E’ paradossale, ma nessuno mai ha provato a correggere il sistema, evidentemente, a troppi torna comodo…
      Grazie di cuore ed anche a te un caro saluto

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  11. Eccomi qui carissimo . Noto con piacere che anche tu sei sconvolto quanto me per quello che succede attorno a noi. Che dire più di quanto è già stato detto qui? Mi pare solo che ogni violenza a priori debba essere sempre condannata. Questo dico. Messa sullo stesso piano, sia essa compiuta da italiani che da stranieri. E comunque è vero che ci sono culture che non tengono per nulla in considerazione la donna. Dove l’uomo si sente libero di poterla usare a piacimento, sfruttandola, violentandola come e quando vuole. Manca in queste culture il concetto di rispetto che sarebbe doveroso essere alla base di un qualsivoglia rapporto di coppia. Quel rispetto che oggi manca a dire il vero in generale un po’ ovunque, anche e soprattutto tra le mura domestiche. Questi giorni sono stati terribili , perché continui e ripetuti sono stati gli episodi violenti. Io non voglio essere fraintesa quando dico che all’accoglienza però, va messo un freno. E penso che anche qui c’entri un’idea di rispetto verso gli altri e mi spiego meglio come già ho fatto altre volte. Credo che non si può accogliere superficialmente e indiscriminatamente tutti coloro che capitano qui, ne va del rispetto che a loro si deve come uomini.Se accogliere vuol dire offrire cibo e sistemazioni provvisorie a lungo termine , non è risolvere il problema. Prima cosa sarebbe ovviamente integrare, mentre subito dopo ci dovrebbero essere alloggi definitivi , lavoro accettabile ( bada quindi non ”sfruttamento” ), una vita decente insomma. Ma abbiamo la possibilità di offrire obiettivamente tutto ciò? Io credo di no. Dove si potrebbero alloggiare tutti questi disperati per garantire loro una vita rispettabile? E’ dalla povertà , dall’insoddisfazione che nasce la violenza. Educarli al lavoro seriamente, insegnare loro a vivere come non sono abituati a fare. Quante cose mio caro andrebbero fatte. Perché non aiutarli nei loro paesi d’origine ?. Lo so che i problemi sono tanti, economici in primis. Ma secondo me sarebbe la cosa più giusta da farsi. Ora I lampedusani sono in rivolta contro i tunisini che hanno incendiato il centro d’accoglienza e circolano per strada liberi di rubare e molestare, protestando contro i rimpatri. E’ giusto questo ? E’ bella cosa bruciare la struttura che ti ospita? Dove andranno ora? Chi se ne farà carico? Chi può fidarsi di persone che così agiscono? Che con bombole di gas in mano ti minacciano? Non capisco più niente silviatico, caro, dolce , mio messere. I miei valori di convivenza civile , di amore per gli altri…non so Mille dubbi mi assalgono. Resta il sogno di un vivere, irrealizzabile, per colpa dell’uomo , fatto di comprensione, di bellezza, d’amore. A te il mio abbraccio di sincera e profonda amicizia. Isabella PS Stasera ho la vista un po’ infastidita e la mente intorpidita…spero essermi spiegata bene…chissà, se così non fosse mi scuso con te. Notte mio caro

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    1. Già, bella domanda la vs, mia dolce fanciulla:”Perchè non aiutarli a casa loro?” Di primo acchito mi vien da rispondervi: perchè si è troppo impegnati a spogliare casa loro, per averci il tempo e la volontà di farlo. Però mi rendo conto che non esaurirebbe il problema. Le catastrofi climatiche, in particolare la siccità che affligge l’Africa subsahariana, ha fatto sì che almeno trenta milioni di idividui hanno dovuto lasciare le proprie regioni. Senza parlare delle dittature tollerate e con le quali si fanno affari come quella eritrea, o dei disastri umanitari provocati dalle ingerenze internazionali in paesi come la Somalia. Pensate che in Europa vengono una infinitesima parte di questi profughi: nemmeno un millesimo. Ma, sorvolando su tutto ciò, vorrei dirvi soltanto: possiamo scegliere di governare questi flussi inevitabili di umanità, oppure di rinchiuderci nel nostro egoistico e miope orticello personale. E’inevitabile che l’emigrazione esista. E’ da sempre che l’uomo si muove per i più svariati motivi. Un tempo la questione si risolveva con guerre e massacri. Oggi si cerca di affrontare le questioni con razionalità. Nonostante da più parti provengano grida allarmate di invasioni e distruzioni. Spetta a noi gente di buonsenso comprendere quanto siano infondate queste urla. Dobbiamo cercare di denunciare tutte le falle in seno all’accoglienza e spingere i nostri governi a fare in modo che non giochino sulla nostra pelle, mettendoci l’uno contro l’altro, in una eterna guerra tra poveri, in cui da sempre siamo tutti perdenti. E’vero che i nuovi arrivati presentico cartatteristiche culturali assai diversi dalle nostre. Ma l’integrazione deve essere possibile ed anzi auspicabile. E’essenzialmente il nostro dirci umani a richiederla. Perchè non c’è altra strada. Non date ascolto a coloro che dicono che è impossibile e che quindi bisognerebbe porre barriere. Costoro mentono sapendo di mentire, perchè vogliono sfruttare a fini personali le paure e i disagi legittimi e reali. Nessuno vuole negarli o nasconderli: fatti come quelli di Lampedusa vanno stigmatizzati e puniti. Ma, assieme a quei fatti, ci sono tante altre esperienze di integrazione e collaborazione che non vanno dimenticati o minimizzati: interi paesini prima abbandonati sono tornati a vivere. In tanti comuni i nuovi arrivati collaborano ai servizi di pubblica utilità. E qua mi fermo, per dire che: nostri nemici sono una certa informazione che tende a porre la questione tra un”noi” ed un”loro”. Ma non è così, credetemi. Coloro che lo fanno cancellano il fatto che non c’è mai stata quella pace che loro proclamano nel nostro vivere: negli anni sessanta non passava giorno che si udissero fragori di sciabole d’un colpo di stato;e che dire della guerra fredda? Poi è arrivato il terrorismo, le stragi di stato(le ricordate?) per quasi due decenni hanno reso davvero rischioso il nostro vivere civile(ricordate la stazione di Bologna, piazza della Loggia, piazza Fontana, il treno Italicus e tanti altri episodi di stampo stragistico). Negli anni novanta sono arrivate le stragi di stampo mafioso, le guerre di mafia, la morte di tanti innocenti o meno, compresi bimbi sciolti nell’acido. Ricordo che quando era ministro degli interni il DC Gava, le elzioni nel meridione erano un campo di battaglia con centinaia e centinaia di morti per regolamenti di stampo mafioso… Ma non voglio continuare a tediarvi con questo nostro passato recente che però ci dice di chi siamo e da dove veniamo. Mi piacerebbe parlarvi anche degli anni novanta, quando ad arrivare in massa furono gli albanesi e gli abitanti dell’est europeo: fu dura assai, però ci si provò a regolare e governare i flussi, riuscendoci. Spero che anche adesso lo spirito democratico e civile possa avere la meglio, ridando collocazione a questi disperati. Certo, è innegabile, come in tutti i fenomeni di massa, che tra tutti costoro si celino anche molte canaglie e criminali incalliti. Ma debbono essere le nostre leggi e coloro addetti a farle rispettare, a fare in modo che siano puniti. Abbiamo una grande sfida da assolvere, pena la nostra estinzione: l’integrazione, la globalizzazione umana, non solo quella delle merci o del turismo. Dovessimo fallire, sarebbe inevitabile il nostro tracollo come società e la conseguente estinzione pure dei nostri sogni e speranze: un mondo in cui non trovassero più patria le aspirazioni delle genti, sarebbe un mondo finito, estinto. Ve l’immaginate di vivere in un mondo dominato da muri che spengono gli orizzonti, impedendoci di vedere il sole che sorge o che tramonta?
      In poche parole:

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      1. Perdonate, mi è sfuggito il click prima ancora che potessi porgervi i miei più sentiti omeggi, ringraziandovi per questo vs interloquire così illuminato e fertile di spunti per una discussione aperta, sincera e proficua…
        Grazie di cuore con una carezza calda di sole e l’augurio per una serata di magie…….

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      2. Caro amico mio una dissertazione lunga la vostra. Molti sono i puntini sulle” i ” messi. Vi risponderò partendo col dire che il mio modo d’intendere la vita, non è certo quello di una persona chiusa ai problemi degli altri. Sono consapevole del fatto che le migrazioni nei secoli ci sono sempre state e continueranno ad esserci. Dico però che in maniera così massiccia, di gente che difficilmente qui arrivava, ci siamo fatti carico ora solamente. E siamo stati lasciati soli ad affrontare il problema. Giuste mio caro le vostre considerazioni a riguardo : gente disperata, abbandonata e dimenticata da tutti per troppo tempo. Ma dietro costoro, al di là del fatto che si tratti di gente bisognosa, alla ricerca di un vivere dignitoso, ci sono persone senza scrupoli che ne hanno fatto un business. A partire da tante ONG. Per me il punto rimane non quello di chiudersi nel proprio orto particolare, rifuggendo dal problema, ( anche se poi secondo me è inevitabile per la diffidenza ormai creatasi in giro verso persone che poco fanno per conquistare fiducia ), quanto quello di non fare abbastanza per tutti coloro bisognosi d’aiuto. A me fanno rabbia le belle parole se non sono accompagnate dai fatti. Desidero ardentemente che tutti possano trovare una sistemazione ma dubito che ciò possa essere fattibile. E bada non per cattiveria quanto per una realtà che mi sembra inadeguata a che tale aspirazione si realizzi. Vorrei che tutti trovassero lavoro, giustamente retribuito secondo proprie capacità, che si trovasse per ciascuno una casa che tutti s’integrassero secondo le nostre regole , non le loro. Che rispettassero il luogo dove sono arrivati senza incidere negativamente sulle nostre abitudini. Questo desidererei. Non si tratta di costruire muri ,ma in una logica d’integrazione offrire opportunità che siano poi da tutti recepiti senza creare problemi. Si può fare ? Non mi pare ci siano risorse, buona volontà, strutture adeguate. Per questo credo nei rimpatri , senza sentirmi in colpa per ciò. Voglio che la loro vita di essere umani allo sbando non sia ignorata, ma migliorata attraverso migliorie che si possono attuare. Il resto non esiste. In pratica caro messere, mi pare in tanti punti siamo d’accordo. Come sulle punizioni da infliggere alle canaglie, ( che tante sono ) ad esempio. E poi per tornare a noi, sono ben impresse nella mia memoria le stragi, gli omicidi, le stragi di mafia che il nostro paese ha subito a più riprese negli anni passati. Gli stessi miei figli ne sanno abbastanza. Detto ciò per concludere mio caro amico, spero sempre nell’idea che un giorno si possa respirare aria nuova. Per noi e per tutti nel mondo. Ora il mio pensiero va a tutti i messicani che in questo momento rivivono l’incubo del terremoto. Per loro prego. Certo è che ultimamente troppe atrocità si stanno concretizzando. Auguriamoci che cambi in meglio questo nostro vivere. A voi giunga una tenera carezza che vi sfiori le gote, assieme ad un dolce bacio . Buon pomeriggio dolce messere e grazie per la lunga chiacchierata. Monna Isabella

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      3. Il mio lungo dissertare, mia dolce monna Isabella, era proprio per farvi presente di come non si sia mai usciti dall’orrore e dalle atrocità del mondo: da sempre e per sempre sembra che siamo destinati a viverci a contatto, se non immersi. Dunque non lasciamoci deviare o terrorizzare da quanti ci dicono che “prima”era meglio. Abbiamo piuttosto da imparare, come dite bene voi, a convivere tra noi esseri umani, non lasciandoci spaventare dalla mole dei problemi e dall’impossibilità apparente di risolverli. Perchè un modo per convivere e sopravvivere ci deve essere. Migliaia di anni di storia non possono essere passati invano, qualcosa dovremmo averla imparata, non credete?
        Anche il mio pensiero va al popolo messicano, non solo per avervi soggiornato in diversi momenti e dunque per i legami affettivi d’amicizia che sento ancora molto forti…
        Grazie di cuore anche a voi per la garbata ed assennata discussione, degna di mente alta ed animo nobile oltre che acuto…
        Un bacio a volo di gabbiano a sfiorarvi la preziosa guancia…

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  12. Mio caro tenero amico, la vostra lunga dissertazione è stata per me momento di riflessione e di questo vi ringrazio con tutto il cuore. Dissertare con voi è stato molto piacevole per i toni sempre garbati e gentili che usate , non solo quando lasciate i vostri saluti, ma anche per interloquire con chi ha piacere d’intrattenersi con voi. Unica pecca in tutto ciò, l’aver notato qualche errore nella mia di dissertazione.
    Per cui mi correggo ora chiedendovi perdono mio caro.
    E badate invece di bada
    Che siano poi da tutti recepite invece di recepiti
    Attraverso migliorie che si possano attuare invece di possino
    Mi pare che in tanti punti siamo d’accordo. Qui mancava il che
    Riprendo il discorso dicendo che la storia sempre dovrebbe insegnare, ma pare ahimè che così non sempre sia. Mi dispiace che anche voi stiate soffrendo per il Messico, terra da voi amata e ben conosciuta. Per questo vi sono vicina col pensiero. Son felice d’aver conosciuto un po’ di più la vostra anima nobile. Vi abbraccio augurandovi ogni bene. Monna Isabella

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    1. Non abbiate pena per gli errori: sempre succede anche ai migliori, soprattutto quando si scrive di corsa. E’il guaio di questo mezzo, quello di far si che alle dita sfuggano i pensieri, ma anche il pregio di consegnare al lettore pensieri genuini… Davvero la Storia ci fosse maestra di vita, credo che non saremmo a questo punto. Però è anche vero che, essa, è pure sperimentata dall’azzardo con cui, certe volte la si scrive da esseri umani…
      E’ con gran dolore che segue le vicissitudini di quel grande paese qual’è il Messico, pure confortato dalle notizie di grande solidarietà che contraddistinguono il popolo messicano, un grande popolo. Sentire queste notizie mi rinverdisce il senso di straordinaria umanità che già ebbi a provare….
      Un abbraccio scintillante di stelle con l’augurio per una serata d’incanti equinoziali d’autunno……

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      1. Sagge considerazioni le vostre, mio caro e dolce messere. Per quanto riguarda il Messico ,sapere oggi di un’altra scossa del sesto grado , mi ha dato enorme dispiacere. Non conosco direttamente i luoghi colpiti da questa calamità, ma la loro bellezza è indiscutibile E i messicani mi sono stati sempre simpatici, non so perché. Il 2017 rimarrà nella memoria come un anno difficile e complicato per la vita di una marea di persone messere caro. Che tanta sofferenza possa aver termine. Anche se mi rendo conto che queste sono solo parole che in realtà nulla possono lenire del dolore vissuto da tanti. A voi mio caro che tanto siete gentile e sensibile, va tutta la mia amicizia e stima. Con sincero affetto vi manda un tenero bacio monna Isabella

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