a ragione

hai voglia ad incantare la fiera

con quel fare di pura ciarla

provandoci con ruffianeria

a spogliarla

lasciandola visibile e urlante

muta di vesti sul piedistallo

additata

ch’è fatica vana direbbe qualcuno

avveduto che tra uomo e bestia

si discerne appena lo scarto

compresso fraseggio di ciglia

in una manciata d’istanti in tutto

feroci d’inaudita violenza gratuita

prima che l’uno umano inabissi l’altra

disumana nella stanza insonorizzata

priva di finestre tra un polmone e l’altro

nel mediastino mettendola a tacere

ch’è consuetudine conformarsi

quando irraggia a giorno ragione

dai neuroni superstiti a mente

e non c’è ruggito che non si voglia

dalla quiete proverbiale d’un cimitero

silenziato

15 Ottobre 2017 woodenship

24 pensieri su “a ragione”

    1. Più che denuncia, mi piace pensarla come riflessione: pure sbigottita, quasi dolorosamente stupita, a fronte di certe manifestazioni da chi mai te lo aspetteresti. E’ un po’ come quando qualcuno, magari un onesto e tranquillo padre di famiglia, un giorno di colpo si trasforma in assassino che stermina la propria famiglia. Ecco, questo potrebbe essere un altro punto per continuare a riflettere su quella labilità di confine tra umanità ed animalità…..
      Grazie di cuore con una carezza di brezza soave……

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      1. Silviatico, ci sono fatti che sconcertano come ad esempio quello che hai citato tu. Secondo me questa riflessione ci deve spingere a capire che nella società odierna possono esserci elementi alienanti capaci di distorcere la naturale propensione dell’essere umano al bello.
        Grazie di cuore a te e un abbraccio 🙂

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      2. La società è costituita da individui. Se costoro hanno introiettato le regole per una convivenza civile, come può essere che, di punto in bianco, le dismettono per reagire in modo spropositatamente brutale in situazioni banali. Come quella in cui un tizio, per delle parole, finisce per inseguire una moto, investendola ed uccidendo il passeggero. E’ un po’ come dire che siamo tutti che camminiamo su un filo… Ecco: la riflessione non può prescindere di partire dal proprio animo…..
        un bacio d’infinito

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  1. Mi è venuto in mente “Un giorno di ordinaria follia”, quando Douglas esasperato non ce la fa più e decide che è ora di imbracciare la mazza da baseball… quanto istinto è rimasto in noi del predatore? E in quali condizioni può emergere? Quanti episodi atroci dipendono dalla natura bestiale (addomesticata) o dalla pazzia, o anche da una cultura degenerata? Vedo sempre meno attenzione al vivere “civile”, al rispetto ed anche all’osservanza di freni inibitori… ieri mi ha colpito una sentenza, su di un uomo che ha ucciso un altro con la sua macchina, correndo a 100 all’ora in città, passando col rosso e centrando l’auto dell’altro.. allontanatosi poi a piedi senza prestare soccorso, per poi tornare indietro a riprendersi il cellulare.. il cellulare! Il giudice l’ha condannato dicendo che è un uomo privo di scrupoli e vincoli morali, pericoloso per la società. Sono d’accordissimo e infatti gli hanno dato 7 anni e mezzi (pochi, quanti ne farà dentro?); il suo avvocato ha chiesto gli arresti domiciliari. Spero che passi da quelle parti Michael Douglas con tanto di mazza.

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    1. Sono tanti, troppi… Anche un altro episodio su di un tizio che, con Ferrari, occupa una parte di un parcheggio disabili. E che, richiamato dal genitore di piccolo disabile, mette le mani addosso al papà del piccolo… Poi senti alla radio di quell’avvocato che ha sparato a tre ladri che aveva scoperto in casa del padre e che stavano scappando. Ne ha ammazzato uno. Istintivamente mi sono sentito come quell’avvocato. Poi mi sono detto: se si dovesse tutti reagire in questo modo, dove andremmo a finire? Mi vengono in mente delle immagini da”Mucchio selvaggio” di Peckimpah: viene sventata una rapina e tutti sparano da tutte le parti, finendo per massacrare pure i partecipanti ad una manifestazione pacifica… Insomma: quanto c’è ancora di folle e irresponsabilmente disumano nell’individuo? Anche il Douglas perde ogni freno e finisce per mostrarsi per quel che è. Forse, piuttosto che guardare ai sette anni e mezzo affibbiati dal giudice, dovremmo guardare a noi stessi e a quanto siamo disposti a rinunciare per essere sempre più umani: non c’è altra possibilità. Pena lo scivolare lungo una china che ci riporta alle origini……..
      Grazie di cuore

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      1. Ogni tanto, e l’ho pure scritto, anche a me verrebbe voglia di prendere una bella mazza e spaccarla in testa al primo che capita. Anche perché, con i tempi che corrono, non mi farebbero neanche tanto, qualche annetto se proprio va male, o la seminfermità, e fuori come prima…

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      2. I tempi son sempre quelli: non è cambiato poi molto. Forse siamo noi un po’ più suscettibili.
        Al di là di quello che è la giustizia: una volta si diceva che, se rubi una mela è peggio che rapinare una banca. Adesso è peggio essere arrestati per droga che per avere ucciso qualcuno. E’una questione di priorità sociale. Nel passato si sono fatte tante campagne di stampa ed opinione pubblica contro gli stupefacenti, ottenendo che se ne aggravassero le pene. Adesso abbiamo le carceri intasate da piccoli spacciatori e tossici. Col risultato che altri reati vengono derubricati. Ma, in definitiva, non vorrei mai dovere essere sondannato per avere ucciso qualcuno. Anche perchè la prima pena sarebbe quella inflitta dalla mia coscienza…

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  2. Sai bene mio caro scrivere di ciò che ci turba. Di come poco spazio ci sia in un tramutarsi da uomo in bestia, senza più raziocinio., orribile a dirsi e a sentirne parlare. Un cambiamento che oggi sembra sempre più materializzarsi, come se il famoso Mr Hyde celato in noi e tenuto fino ad ieri abbastanza a bada, oggi non abbia più freno. Diciamo che il male vive in noi come il bene e che il raziocinio salva, ma come mai tanti perdono quest’ultimo per davvero poco, ubbidendo ai più bassi istinti di prevaricazione e violenza ? Fa paura tutto ciò, e nello stesso tempo fa male pensare che l’uomo possa dimenticare la propria umanità per far del male ad altri uomini inconsapevoli innocenti e vittime di una brutalità ” bestiale ”. . Bel post caro silviatico.
    PS Mi scuserete mio caro se prima di regalarvi quella ” lacrima ” di cui sapete ,io abbia optato per la Magnani. Ma volevo renderle omaggio dopo aver visto la mostra che domenica termina. Grazie per la comprensione. Sempre un piacere leggervi. Un tenero bacio. Monna Isabella

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    1. E’un mistero che forse ci viene dall’essere noi individui profondamente fragili ed imperfetti, sempre alla mercè d’istinti e tare ataviche. Non dovremmo mai dimenticare da dove veniamo e chi siamo: animali che si dicono civilizzati e che costringono il proprio essere in ambiti che spesso gli stanno stretti. Dovremmo imparare ad essere più attenti ai nostri lati oscuri, in modo da poterli prevenire, se non proprio eliminarli. In ogni caso è nel nostro destino quello di imparare a dominarli, perchè non c’è alternativa, pena l’involuzione e la regressione ad uno stato primordiale.
      Per le lacrime c’è sempre tempo, mia fascinosa monna Isa, posso anche aspettare di navigarci sulle vs guance. Intanto vedrò di godere del vs sguardo sulla mitica Anna……..
      Un bacio di perle scintillanti di sole e grazie di cuore oltre all’augurio per una serata d’incanti…..

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      1. Parole sagge caro messere. Mi spaventerebbe assai regredire ad uno stato primordiale. E dite bene anche sulla ”mitica” Anna. Un volto unico, una donna che ha sofferto ma con tenacia ha combattuto. Una donna che amo molto. Che la serata brilli di stelle e scorra per voi luminosa e serena. Una lieve carezza portatrice di dolcezza vi tocchi le guance. Monna Isabella

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      2. Non ci si deve lasciar spaventare da ciò che siamo. Come disse qualcuno: dobbiamo sempre avere il coraggio di guardarci sempre dentro, per trovare una mediazione tra il nostro essere oscuri e chiari allo stesso tempo. Se non vogliamo che l’una soggioghi l’altra…
        Si, gran donna ed attrice, impossibile da dimenticare…
        Un abbraccio struggente di foglie delicatamente sfrigolanti, con l’augurio per una serata d’incanti ottobrini…

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      3. A me in realtà spaventa solo il fatto che troppo spesso ormai la parte peggiore di noi prevale. Non si controllano gli istinti più bassi e questo oltre che procurarmi sconcerto, mi demoralizza. Spero tanto che l’uomo si ravveda. Anna ? Come voi dite impossibile da dimenticare. Da domani mio caro messere, sembra che torni la pioggia. Godetevi questa sera che ancora tiepida vi accarezzerà con vento leggero . Che il mio sorriso ve la possa rendere ancor più gradevole. Un tenero bacio e abbraccio. Monna Isabella

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      4. La parte peggiore prevale perchè si è scelto di lasciarla prevalere, dal momento che si taccia di”buonismo”qualsiasi voce che potrebbe portare a mediazione tra luce ed oscurità, scambiando per augurabile la scorrettezza e per ipocrisia il buonsenso. Siamo come quei tasti sensibili che reagiscono a seconda di come vengono stimolati, nobile monna Isa: si costruiscono false notizie, ci estorcono rabbia ed indignazione, spingendoci sempre più nel baratro dei nostri sensi più tenebrosi e senza mediazioni…. Un soffio di dolce estate a scompigliarvi soavemente i capelli…

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      5. Spero proprio che possa essere una sana ventata di poesia a ricondurci in equilibrio sul filo tra oscurità e luce…

        Di vento un verso
        spettina arriccia e sfrangia
        converge a vespro

        Un fine settimana che possa vedervi coccolata e serena di faville gioiose risplendente…

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      6. Dobbiamo sperarlo mio caro. Io ci voglio credere.
        In questa giornata grigia che il mio sorriso vi porti un po’ di luce. Vi abbraccio teneramente. Monna Isabella

        Nascono versi
        interiori travagli
        pene narrando

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    1. Grazie di cuore per l’apprezzamento molto lusinghiero, mia cara Elisa. Ma ancor più per la lettura che pone l’accento su un aspetto essenziale dello scritto…
      Un abbraccio e l’augurio per un fine settimana d’incanti e serenità…

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