Fiammella

Febbre d’oscura vergogna senso:

non saper mai da dove divenire

se non da un’accozzaglia di relitti

legname che più non fascia barcaccia.

 

Malanimo s’impone allo spillar di grani

dall’arenile degli anni improvvisi:

il vento, come dardi, li scaglia bizzoso

… da un piover di roventi proietti

 

di quelli che il viso fan purpureo

improvvisa pure la mia di fiammella.

Da un pertugio allo specchio

in strada me la vedo in fronte che brilla

 

tempo:

 

è  rossa e risalta sul giallo della febbre

nel giallo dell’attesa s’affievolisce

e coll’argento di luna fa socchiudere gli occhi

con  bagliori resi itterici sfibrati.

 

Fiammella che a stemperarsi va

diventando mare d’abbagli la sera, all’ora

quando a lambire giunge murmure

d’ ombre rinate

 

e io con esse, avventato

rinascendo

ombra traforante drammi sui muri

d’insistiti falsi movimenti

 

… anch’essi si fanno dementi la sera

prima che mano rigiri clessidra.

woodenship 15/04/2013

3 pensieri su “Fiammella”

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