Risibili rimordono***

 

Nell’alba radiosa di gelo

con occhi sfuggenti cielo di giada

flagellante di prima  luce: ecco

come mi rimorde

a terra e senza sole ancora

se non quello di una lanterna;

ecco da dove è il mio travaglio

a partire da dietro il tronco

nel rimorso rappreso alla nuca

che reclina il capo con il suo peso.

Volano incubo d‘erba grigia

volatili diamanti di stella

bucanti la mano

spezzanti il sasso: due le metà 

restanti del crimine; due le metà

partorienti l’ombra strisciante

a recriminare discosta

 

…ecco da dove

dal fluido essere insonne

rimorde eco di danza: passi

risibili tra specchi ostinati

opacizzanti restii

d’ogni solarità

l’avvento .

 

woodenship 01/03/2012

***riletta

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16 pensieri su “Risibili rimordono***”

  1. Che meraviglia messere tornare a leggervi. Grazie per questi versi dolenti e potenti allo stesso modo. Vi abbraccio per questo teneramente cercando , accarezzandovi, di lenire il vostro travaglio . E vi lascio con un lieve bacio. Vostra monna Isabella

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    1. Meraviglia tutta mia, diletto e gloria, nobile monna Isa, nel leggervi tanto entusiasta e generosamente benedicente, riguardo al mio assai umile lavoro. A voi un inchino riconoscente ed un abbraccio rispettoso di nuvole di raso al profumo di gelsomino….

      Piace a 1 persona

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