Federico

Federico s’è perso ch’era notte

al bar s’è perso che scodinzolava

annusando sotto i tavoli pista.

Appresso alla fragranza di cagnetta

s’è perso, seguendone batuffoli

sbuffi allettanti di nuvole a cielo

aperto: smarrimenti animaleschi.

E’stato come se avesse inspirato

nel giorno un arcobaleno di botto

con tutte le goccioline dal sole

 

accese calando, soffiandole poi

nell’ancia notturna a farla vibrare

con policromia di suoni a cascata

 

dall’anima fin lì sul  marciapiede

lasciandosene portare nel cavo

al centro della sezione del tronco

 

d’un morto albero tagliato da poco

e da qui ancora rinascere a vita

uggiolante essenza, alla brezza talea.

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8 pensieri su “Federico”

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