Orange pinguin(il capolavoro)

Col discorso di ieri notte, il presidente USA Donald Trump, è riuscito nell’intento di portare a termine un vero e proprio capolavoro linguistico di ribaltamento, non solo di ogni logica, bensì pure della verità dei fatti. Il tutto nell’ottica di convincere il cittadino statunitense a fare pressione sui democratici, affinchè gli diano i benedetti quattrini che, a suo dire, dovrebbero permettergli di costruire il mitico muro destinato a proteggere la frontiera sud.

Dunque, continuando a ripetere la parola”crisi” per diverse volte, ad un certo punto l’ha definita, questa crisi, come umanitaria, dunque:”crisi umanitaria” che non affliggerebbe tanto le migliaia di richiedenti asilo, migranti accampati all’addiaccio ed esposti a fame, malattie ed intemperie al confine con il Messico, in quanto non viene loro concesso di prendere nemmeno in considerazione, le loro domande d’ingresso. Bensì, questa”crisi umanitaria”, investirebbe il cittadino statunitense, dal momento che è costretto a guardare questa massa di disperati che bussa alla sua porta. E che dunque si vede costretto a”barricarsi”nel tinello di casa sua, con a portata di mano il fucile mitragliatore, per non farsi sommergere da quelle immagini traumatizzanti. Certo, una volta tanto non userebbe l’arma contro innocenti concittadini che dovessero avere la ventura di capitargli a tiro nel momento sbagliato. Però è anche vero che, il loro presidente che tanta cura mostra nei loro confronti, si preoccupa che essi possano uscire di casa sicuri di poterci fare ritorno, sempre che, presi da un raptus, non decidano di sterminare qualche decina di loro compaesani.

Ma così van le cose negli Usa. Però state tranquilli che anche da noi non marciano tanto meglio, dal momento che l’ammiratore più agguerrito del pinguino arancione, come lui, ha dichiarato guerra ai disgraziati della terra, allo stesso tempo abbracciando certi personaggi ambigui legati alla tifoseria calcistica. Personaggi indagati e condannati per violenza, spaccio e vicinanza con la n’drangheta calabrese. Ma sono anch’essi tifosi. Quindi, tra tifosi, si possono chiudere anche gli occhi sul fatto che si rappresenta non solo un governo ma anche lo Stato, addirittura nella figura  DEL MINISTRO DEGLI INTERNI. e CHE NON GLI DOVREBBERO ESSERE CONSONI CERTI ABBOCCAMENTI, come ben sapeva pure la buonanima del fu capo di governo Andreotti. Solo che, in quest’Italia 2.0, certe cose sembrano ormai dimenticate, se non addirittura spogliate d’ogni importanza, dal momento che conta soltanto una cosa: contrastare l’invasione. Sebbene non si sappia più di quale invasione si stia parlando.

Probabilmente anche in Italia, questo qualcuno, sta cercando di effettuare lo stesso capovolgimento linguistico, della logica e della realtà dei fatti, per sdoganare le mafie come organizzazioni patriottiche, in quella che viene spacciata come crociata contro l’invasione dei migranti.

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7 pensieri su “Orange pinguin(il capolavoro)”

  1. ogni Stato ha le sue pecche, l’America è al primo posto in questo, ultimamente sono davvero arrivati a delle cose estreme, non prendono stipendi da 20 giorni, e chissà quanto andrà avanti. Poi hanno l’incubo dei terroristi, Trump ha addirittura detto che gli americani sono in pericolo per attentati che a suo dire verrebbero da questi immigrati alle frontiere. Non vedendo che in casa loro si ammazzano come nulla fosse per una semplice lite in un pub.
    Per noi il discorso è un po’ diverso, noi abbiamo accolto centinaia di migliaia di persone, mentre altri Stati Europei hanno fatto molto meno di noi, bisogna poi mettere in conto la possibilità di trovare un lavoro a queste persone, altri Stati magari hanno più opportunità di farli lavorare. Molti italiani vanno all’estero per trovare lavoro, la situazione da noi non è delle migliori. Se accogliessimo milioni e milioni di migranti, poi cosa andrebbero a fare?

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    1. Sono molto felice che condividiamo le considerazioni sugli USA. Per quanto riguarda l’Italia, anche qua mi sembra che siamo sostanzialmente d’accordo: i passati governi, al di là di facili parole d’ordine,non hanno fatto altro che scaricare il problema sui cittadini e sulle amministrazioni locali, lasciando ognuno abbandonato a se stesso. Ma, nonostante questo, molte persone di buona volontà hanno fatto moltissimo per ovviare alla latitanza delle istituzioni, permettendo una normalizzazione del fenomeno ed una razionalizzazione dell’accoglienza. Credo che, ciò che sta capitando con questa nuova gestione politica, sia l’ennesima capriola all’indietro della politica italiana. Ovvero si sta facendo terra bruciata delle cose buone fatte in precedenza, pur nel marasma generale, in nome di una malintesa fermezza nel rifiuto di nuovi ingressi sul suolo patrio. Una fermezza più ideologica che nei fatti, dal momento che gli arrivi continuano e il problema immigrazione è sempre vivo. Io, personalmente, sono portato a considerare l’immigrazione come un fenomeno epocale, uno di quei fenomeni che, ciclicamente, coinvolgono l’umanità. Ne abbiamo avuti esempi in tutte le epoche storiche, a partire dai tempi più bui della storia umana. E’un fenomeno che non si può arrestare, nemmeno con lo sterminio di tutti coloro che cercano di emigrare. L’uomo è nato in Africa e da lì si è espanso in tutto il globo. Dunque chi dice che non si fa entrare più nessuno in Italia, è un bugiardo e mente sapendo di mentire. Mentre, invece, è possibile provare a governarlo il fenomeno, facendo sì che, questi nuovi arrivati, vadano a ricoprire quei larghi vuoti che, a livello demografico, si vanno aprendo sempre più vistosi nel paese. Tra non molti anni saranno troppo pochi i giovani che lavorano rispetto ai vecchi in pensione. Altro problema: non è vero che non ci sia lavoro: è vero che c’è un’offerta di lavoro troppo umile o temporaneo, oppure per determinate specializzazioni che non trovano riscontro nel nostro sistema scolastico educativo. Dunque, un vero governo che avesse a cuore gli interessi della società tutta, invece di seminare odio e divisioni, dovrebbe fare in modo di fare coincidere meglio offerta e domanda. Cosa che qua in Italia non ha mai funzionato per nulla. Essendo che si è sempre privilegiata la raccomandazione, il nepotismo, la ruffianeria, ad una reale meritocrazia che premiasse i giovani, facendo sì che non debbano emigrare per trovare corrispondenza adeguata per il loro impegno e capacità…
      In ultimo: soltanto in Africa, secondo dati dell’Onu, ci sono dai venti ai trenta milioni di profughi per cause politiche, climatiche e di guerre varie. Questa enorme massa di esseri umani è come una bomba a tempo, destinata ad esplodere nel breve periodo, quando si aggraveranno ulteriormente i fenomeni dovuti ai cambiamenti climatici in atto. A quel punto, se non avremo imparato a governare il fenomeno, trovando adeguati rimedi all’accoglienza, rischiamo di finire sommersi, oppure asserragliati e disperatamente terrorizzati, dietro a quei muri che avremo stupidamente eretto per difenderci dai migranti.
      All’oggi abbiamo un esempio molto lampante dell’assurdità ridicola della chiusura e dei muri eretti. Ben saprai dell’Ungheria e del provvedimento approvato dal partito al governo di questo paese: hanno speso valanghe di quattrini per rafforzare la sorveglianza ai confini ed erigere muri. Adesso che, dicono, non hanno più immigrazione, si sono accorti che non hanno lavoratori a sufficienza. Allora hanno approvato una legge che schiavizza i lavoratori indigeni: una legge che stabilisce il diritto per l’azienda di richiedere al dipendente fino a 400 ore di straordinario, pagandolo con comodo, ovvero tre anni dopo. Questo per dirti quanto sia falsa la vulgata dei migranti che vengono a rubare il lavoro agli indigeni. Casomai è vero che, se non rispetti i diritti degli indigeni, figurati se li rispetti per i migranti. Come succede nei campi del nostro paese, dove ormai a fare un certo lavoro di raccolta sono solo stranieri pagati nulla come lo erano quelli italiani e peggio ancora, dal momento che costoro sono costretti a vivere peggio che animali in baraccopoli…
      Perdonami assai se mi sono dilungato eccessivamente, tediandoti. Ma è che, su questa realtà se ne dicono di tutti i colori, colpevolmente o meno, però senza mai farci capire dove viviamo…
      Un caro saluto e grazie ancora di cuore per la condivisione..

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