La coda di Satana (vilsonetto)

Animo mite, che dirti dell’oggi

già che a me, ninfa languida, ti appoggi?

Di cielo terso sarebbe mia indole

come dicessi delle bianche isole;

 

di Satana la coda, dura sferza

potrei dirti solo fino alla terza

fila di rose all’inchino costrette

al corteo di streghe facendo alette.

 

Forte sento quanto mi bruci linea

Sfilando fortuna accesa sul palmo

calda inibendomi il sonno fulminea:

 

infiora il ramo del lago d’un salmo

ignea saltella sul filo apollinea

come d’un remo che sfugga lo scalmo.

 

16/ 02/ 2020 woodenship

2 pensieri su “La coda di Satana (vilsonetto)”

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