D’acciaio ed altiforni

Quante costole mi chiedo ha la Terra

questo grande polmone ch’è paziente:

inspira luce, riflettendo azzurro

di bimbo inconscio che graviti serio.

E siamo noi tanti piccoli corpi

sericità minuscole: microbi

dall’ego maiuscolo e senz’altro fine

che truci infettargli, operosi,  i bronchi.

All’apparenza, per quanto le conti

e riconti, sufficienti non paiono

a contenerci escrementi e veleni

prodotti di un agire strafottente.

Spurga catarro il pianeta ch’è nero

sempre più dalle ciminiere muco

cola ardente da nari d’altiforni

minimo starnuto a bruciarci vivi.

11 Agosto 2020 woodenship

6 pensieri su “D’acciaio ed altiforni”

  1. il problema dell’inquinamento è sempre molto sentito ed è al centro di quello che è il problema più ampio dei cambiamenti climatici. Senza contare i danni sulla saluta causati da suddetti agenti inquinanti.
    L’unico aspetto da considerare è quello occupazionale, purtroppo dietro a questo inquinamento ci sono migliaia di posti di lavoro a rischio, nessuno sa come potrà risolversi questa annosa situazione…

    Piace a 1 persona

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