Un cruccio l’ispira

Che fare per non  sentirlo più cruccio?

Ne parlo, ne scrivo, poi ne straparlo

indi con occhio curioso lo seguo

a che impatti a senso sul foglio in nero.

Sulla scala delle note, mio cruccio:

attento l’accompagno con orecchio

nell’intento di coglierlo che stecchi

strabordando alfine dal rigo d’altri

si da schiantarsi al muro e, non più cruccio,

determinando tregua nel mio animo

… m’illudo, già che sono nudo in terra

e alla stregua d’un verme mi ci struscio.

23 Novembre 2020 da woodenship 

37 pensieri su “Un cruccio l’ispira”

    1. Un cruccio è un cruccio… ehi, ma stai davvero migliorando sul serio! Se riesci anche ad avere la lucidità per leggere poesie, sei già a buon punto. Contentissimo sono.
      Come dicevo: un cruccio è un cruccio. Alle volte non se ne conosce nemmeno l’origine o cosa sia, però lo si soffre e ce lo si porta sulle spalle come fosse una croce. Quello della creatività potrebbe trovarci le sue giustificazioni. Anche perchè, essere creativi, non basta: necessita che si approdi a qualcosa.
      Grazie di cuore ed ora corro a leggere il tuo ultimo capitolo su Olena.

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      1. E’nell’ordine delle cose che sia così. Ma credo che l’importante sia che ci si possa cogliere un’emozione, un sentimento in principio. Poi son sicuro che l’interpretazione verrebbe da sè

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