Incipiente l’inverno

 

E’ da qualche giorno che nolente urla

l’occhio, ogni tanto puntando su stormi 

migranti più discreti del solito:

fanno in sordina acrobazie ai margini

a corollario di questo disastro

affliggente un quotidiano distorto.

Che sia già inverno? E’ domanda che in gola

si strozza: la ragione è da un pezzo aria

che lo sussurra. Anche a vista gli alberi

lo dicono. Alla pelle incontro  è voce

fredda e afflitta di brezza a suggerirlo

pure alle ossa. A orecchio stento: balbettii

son giorni ch’è improbo dir ch’io cogito,

più penoso ancora aggiungerci ergo sum

or che mi inarco e sfrego con dolore

le mani ora ghiacce tra querce smunte.

 07 Dicembre 2020 da woodenship

16 pensieri su “Incipiente l’inverno”

    1. Anche oggi ho dovuto capitolare: sì, siamo già in inverno. Però non mi dò ancora per vinto: son sicuro che prima di Natale ritorneranno le belle giornate autunnali. E’ già da un poò di anni che fa così: un primo colpo appena prima del solstizio, poi si cheta…
      Grazie di cuore e baciottoli a te come piovesse.

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      1. J’ai compris mon tresor. Ma per quanto riguarda quel tipo di scontento, ormai è da una vita che si è cronicizzato nella nostra società. E non si può che restarsene sconsolati ad osservarlo inverno di sempre.
        Besos de fuego querida

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    1. Come già detto più su: è da un po’ che si presenta con la faccia feroce, ma poi si scopre ch’è un inverno timido e tiepido; come l’anno scorso del resto.
      Grazie di cuore anche per questo tuo apprezzamento molto lusinghiero.

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  1. Stasera messere mi delizio a non finire leggendovi. Delizioso questo vostro parlar d’ inverno. Sapete che ieri mattina ho creduto per un po’ di rivivere il film ” Uccelli” di Hitchcock ? Stormi di migliaia di uccelli migratori andavano e venivano scappando da una pioggia fastidiosa per poi finire appollaiati in fila come nel film, sopra il tetto di una palazzina in cortina rossa diventato così un tappeto nero. Mentre altri in fila sostavano più in là. Un abbraccio grande dolce messere. Isabella

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    1. Come non ricordarlo” Uccelli”? Semplicemente un film straordinario. Com’è anche fantastica la vs descrizione dei migranti, di cui mi fate dono.
      Un giorno di questi tempi, tante vite fa, ebbi un’esperienza non molto simpatica con questi malandrini. Mi ero fermato a lavare la mia vettura in un auromatico. Quando è venuta fuori bella pulita e splendente ed io già mi accingevo a salire a bordo, ho notato una macchia sul tettuccio. Mi son detto: ohibò, che succede? In un attimo son diventate due, tre, quattro… Ho provato a tirarle via, ma si moltiplicavano in modo esponenziale. A quel punto ho alzato lo sguardo al cielo sacramentando il perchè piovesse guano. Lì ci ho visto i maramaldi che, defecando impunemente, bombardavano la mia povera Scarfy dalla distanza di sicurezza del cavo di un traliccio. Non mi rimase che scappare lontano in cerca di un autolavaggio che fosse meno impegnativo. E, soprattutto, privo di quegli sgradevoli pennuti.
      Grazie di cuore mia nobile monna Isa, anche per apprezzare la mia umile arte.
      A voi una carezza di calde coltri a coccolarvi per una notte di sogni felici.

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      1. Vi farò dono pubblicando qualche foto di quella visione mio caro . E quel film è assolutamente straordinario. Che tipo il signor Hitchcock , un grande davvero. Ora a ninna dolce messere. Già pregusto quella carezza di calde coltri…qui piove da stamani. Che il vostro riposo notturno sia sereno e non infastidito dal ticchettio sui vetri della pioggia. Vi abbraccia monna Isabella

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      2. Una notte d’incanti a voi, nobile monna Isa. Appena informato da voi, son corso ad ammirare i vs scatti: straordinari e ben raffiguranti quanto da voi espresso.
        Complimenti con un bacio in punta di dita.

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      3. Scusate il ritardo caro messere con cui vi rispondo, ma nel fine settimana sto con i nipotini e poco mi metto al pc, se non talvolta in tarda sera. Grazie davvero per le vostre belle parole. Ve lo avevo promesso. e voi sapete, le promesse van mantenute. Che la vostra notte mio caro sia costellata da sogni d’oro, piacevoli e sereni. Una carezza e un bacio. Monna Isabella

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  2. L’inverno è già presente con la sua gelida immagine ma a guardar lontano già s’intravvede la primavera .
    Già si possono immaginare i suoi fiori i suoi profumi le sue luci ed il suo tepore.
    Apprezzata la poesia nelle emozioni evocative.
    Un grande saluto
    Giorgio

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    1. Per chi ce l’ha nel cuore, basta immaginarla, la primavera, per avercela pure negli occhi. Ma ciò non toglie che l’inverno possa continuare oltre ogni ragionevole certezza.
      Grazie di cuore con un più che caro saluto.

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