Brutta razza i poeti

…e meno male che sono invisibili ai più, i poeti!

Questa brutta razza di presuntuosi

insopportabili: melensi si abbattono sull’interlocutore,

peggio che gli alberi della capitale al primo sbuffo

capriccio di vento, facendogli più danni

che le fronde del pino secolare.

Del resto si sa che:

dubitare

pensare,

soffrire,

riflettere,

vedere…

sono tutte attività esecrabili,

come anche provare emozioni e volerle raccontare, in modo tanto incomprensibile,

come solo il rosicchiar del tarlo nelle case dai mobili che non si usano più

…a pensarci bene neanche le case hanno più ragione d’esistere,

poeticamente parlando: da pedone a pedona,

passando ci si struscia pensandosi

oppure anche e solo ignorandosi

alle volte pure scontrandosi.

Salvatore Pizzo, woodenship, silviatico

11 pensieri su “Brutta razza i poeti”

  1. Ah ah bellissimo quel “melensi si abbattono sull’interlocutore”… ammiro molto la capacità del poeta di sintetizzare in poche frasi, con o senza rima, interi stati d’animo; la poesia ha bisogno di raccoglimento nel lettore, difficile in velocità coglierne tutti i significati e sfumature. Personalmente non sempre ci riesco… Penso che tutte le attività esecrabili che hai elencato in questo periodo sono ancora più esecrabili, c’è una voglia di leggerezza che rifugge dai ragionamenti profondi. Stiamo diventando più prosaici… l’ho trovata piena di autoironia questa tua poesia, forse un po’ amara ma il poeta è destinato a non essere compreso, o a essere compreso solo dopo morto e allora forse è meglio restare incompresi… 😉

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    1. L’avevo scritta diverso tempo fa. Ieri, rileggendola, mi è apparsa più attuale che mai. Non per male, ma è che, come tu ben dici: si ha un’impellenza di leggerezza. E’ quel che sento che sta accadendo pure a me. Faccio sempre più fatica a sottopormi a quelle attività disdicevoli a dir poco. Spero che sia solo un periodo, lo strascico di un passaggio epocale che porta in una nuova dimensione.
      Grazie di cuore.

      Piace a 1 persona

    1. … e fai bene a mettercelo un pizzico di speranzosità: la speranza deve essere sempre l’ultima a morire. Apparentemente molti poeti sembra he muoiano disperati. Ma non è vero: la loro era una speranza folle. Pochi possono comprendere cosa sia una speranza folle.
      Una notte di sogni sereni a te.

      Piace a 1 persona

    1. Sì, dai: i margini per migliorare ci sono sempre. Basta non darsi mai per arrivati. Anzi, convincersi di essere sempre agli inizi. Così magari riesce pure ad andare oltre l’umore del momento.
      Grazie di cuore con anche a te un abbraccio

      "Mi piace"

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