L’estraneo

L’estraneo ha, come sola amica, lassù

la nuvola: di essa, se c’è, si fa schermo

per sfuggire allo scherno di chi aggrega e

di famiglia vive inchino di giunchi

nella palude dei”qui so che è patria”.

L’estraneo sta dall’altra parte in strada,

a valle, oltre le transenne di fronte;

si che non ti dà retta se lo chiami.

O, se risponde, è solo perchè è assente:

cos’è la morte per un estraneo in vita

se non estetizzazione dell’estremo

pensiero che si fa carne? Sente

soltanto se lo si osserva curiosi.

Perchè, vedere come si è animali,

gli dà modo di ritener l’istinto,

un riflesso del verme sotterraneo

che è nervo scoperto d’ogni vivente.

Non pensar mai d’essergli conterraneo:

egli va spesso per ritrarre nubi,

poi finisce per riprender d’un giorno

la stella come lui pulsante aliena.

6 pensieri su “L’estraneo”

  1. A volte temiamo l’estraneo ed a volte lo identifichiamo con quello che noi vorremmo che fosse, con grandi delusioni. Certe volte giudichiamo l’estraneo con i nostri valori, certe volte vorremmo omologarlo livellando la sua alterità… un bell’impegno questo estraneo. Sarà per quello che si fa meno fatica ad ignorarlo?

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    1. Insomma: un rapporto profondamente conflittuale, abbiamo con la figura dell’altro da noi. Eppure esso non è che parte di noi e in esso vi riflettiamo. Forse la conflittualità è data dal fatto che non riusciamo ad accettarci per quel che siamo.
      Grazie di cuore

      Piace a 1 persona

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