Macerie

Mi arrendo al trillare acceso dei grilli

tra cespugli smagriti dalla sete;

nel divampare d’un segnale orrido

mi arrendo; all’opalescenza che zitta

s’è spenta la brezza, mi arrendo: fatua

non frusta più, con schiaffi rimestando

l’averno. Sedendo nel buio criptico

dubbioso degli scricchiolii mi arrendo

alla terra rendendo la sua pace

pur scomposta d’ossa e fragili nervi

di cigolii arsa, fino nei sommessi

giunti rugginosi, a notte di brusii

lamentosi. Alle macerie del caso

non mi arrendo: connessione imperfetta

di storie convergenti nel baratro

facente che esista sequenzialità

degli errori, colpevoli più o meno

comunque atti propedeutici al dramma.

7 pensieri su “Macerie”

    1. Diciamo che è una serie di concause: incuria, interesse, disprezzo. Poi le cose vanno come devono andare. Perchè la scommessa la si vince o la si perde. Ecco, l’idea che mi sto facendo di quanto accaduto a Genova, è proprio quella di una scommessa giocata sulla pelle dei tanti che quel ponte lo usano. Una scommessa giocata da più parti, ognuno cercando di piegare la sorte in proprio favore…
      grazie di cuore

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  1. Meravigliosa caro , dolce messere. Racconta di uno strazio che tutti abbiamo vissuto con rabbia interiore, impotenti ad osservare come il potere e il dio denaro abbiano resi freddi , scostanti e menefreghisti tutti coloro che festeggiando hanno dato l’idea di vivere chiusi nel proprio mondo dorato, incapaci di versare una qualsivoglia lacrima. Orrore mio caro questo crollo e ancor più orrore per gente che nulla ha saputo progettare . I controlli periodici non bastano senza dietro una progettazione seria ed onesta, un guardare a lungo termine per il bene di tutti . Chi ha sbagliato pagherà per queste morti innocenti, così deve essere, senza sconti per nessuno. Un tenero bacio per voi dolce messere. Monna Isabella

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    1. Il vero guaio, nobile monna Isa, è che questo mondo fatica a cambiare pelle: tende a perdersi, ad arretrare, piuttosto che andare avanti. E’come se, preso dalle vertigini per un futuro di cui non ha ben chiari i contorni, preferisca rifugiarsi tra i fantasmi di quello vecchio. Ignorando il fatto che: rimanendo fermi, non si può che estinguersi. Ed io, come non mi arrendo alla casualità intinta di colpevolezza, non mi arrendo nemmeno a coloro che vogliono tornare indietro. Indietro può andar bene, ma solo un poco: tanto per vedere il lavoro fatto e quanto ci resta da fare…..
      A voi un grazie dal profondo del mio cuore con una carezza di brezza soave e l’augurio per una serata inebriante d’essenze di fine agosto….

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      1. Avete il mio supporto caro messere. E’ così purtroppo. Condivido le vostre parole seppur con tristezza. Un grazie infinito e baci accompagnati da raggi solari tiepidi ma ancora vivi. Monna Isabella

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